‘Trasportiamo Morti Dalla Mattina Alla Sera’ – The New York Times

DIEGO FUSARO: Italia nel baratro. E ora crollano le menzogne che ci hanno detto per anni

https://www.youtube.com/watch?v=qlQKmF-ksZc&feature=youtu.be

#ForzaItaliaViva

Matteo Renzi e Giuseppe Conte, due stili ma un solo melmoso destino Slide contro pochette, mossa del cavallo contro trionfo del cavillo. L'ex rottamatore e l'ex avvocato del popolo sembrano diversi, invece sono appaiati dalla stessa condanna al trasformismo. Pronti a tutto per agguantare il mitologico centro, dal medesimo cilindro. di Susanna Turco. leggi su … Continua a leggere #ForzaItaliaViva

Volkswagen top lobbyist sacked in toxic fumes fraud scandal — Dear Kitty. Some blog

https://www.youtube.com/embed/CkatIgyBqw0?version=3&rel=1&fs=1&autohide=2&showsearch=0&showinfo=1&iv_load_policy=1&wmode=transparent This video from Australia says about itself: 2018 Volkswagen MonkeyGate Scandal: What were they thinking? 27 January 2018 What is it with these Volkswagen arseholes and poison gas? This time they’re torturing monkeys. The following headline jumped right out at me: “VW apologises for fumes tests on monkeys” The New York Times broke the … Continua a leggere Volkswagen top lobbyist sacked in toxic fumes fraud scandal — Dear Kitty. Some blog

«Aiutiamoci a casa loro», il caso Etiopia

[di Giulia Franchi] pubblicato su Il Manifesto del 9 settembre 2017 In Etiopia da due anni è in atto una tremenda stretta repressiva. Lo ha confermato lo scorso aprile, durante un’audizione parlamentare, la stessa Commissione Etiopica per i Diritti Umani, che ha indicato in ben 699 le persone uccise dalle forze di sicurezza nel corso … Continua a leggere «Aiutiamoci a casa loro», il caso Etiopia

LA DENUNCIA DELLA GABANELLI:”ECCO CHI COMANDA VERAMENTE” (VIDEO)

La Gabanelli e’ una famosa giornalista della RAI 3,che con il suo programma inchiesta REPORT ha spesso creato imbarazzo in autorità’ politiche. Ma come tutti i giornalisti non supera quella famosa linea rossa dell’informazione che pero’ in questo caso sembra aver varcato anche se in modo soft. Guardatevi il video e’ capirete perché’ in Italia … Continua a leggere LA DENUNCIA DELLA GABANELLI:”ECCO CHI COMANDA VERAMENTE” (VIDEO)

Riforma costituzionale. La posta in gioco siamo noi —

Un Senato non-eletto, composto da una cricca di notabili delle regioni. Una Camera ai comandi dei governi, che si scelgono presidenti della repubblica e corti costituzionali. Accentramento di competenze ora regionali, come energia e ambiente. Via gli strumenti di democrazia diretta come i referendum abrogativi. “Governabilita’” insomma. Governo forte. Forte perche’? E con chi? […] via … Continua a leggere Riforma costituzionale. La posta in gioco siamo noi —

Ma che gran figli di …

Anna Lombroso per il Simplicissimus Ve lo ricordate Hoffman? certo eravamo giovani, eravamo arroganti, eravamo ridicoli, eravamo eccessivi, eravamo avventati, ma avevamo ragione? Pare che avessero invece ragione il cinismo ribaldo e il vetriolo fascistoide di Longanesi con il suo motto idealmente impresso sul tricolore: tengo famiglia. E siccome siamo moderni, teniamo famiglie allargate a […] … Continua a leggere Ma che gran figli di …

Devastare la Puglia. Due parole a Lino Banfi 

di Maria Rita D’Orsogna*, dorsogna.blogspot.com Qui gli antefatti della questione Lino Banfi – Deposito Gpl – ManfredoniaQui l’Eni a ManfredoniaCaro Lino Banfi,sono appena tornata a casa, dopo il lavoro, dopo la palestra, e dopo un altro dibattito non proprio esaltante di questa deprimente saga Clinton-Trump. Vorrei solo mettermi a letto e leggere un libro, imparare … Continua a leggere Devastare la Puglia. Due parole a Lino Banfi 

Primo Maggio: commemorazione del lavoro

Da anniversario in ricordo di morti sul lavoro e nelle lotte per affrancarsi dalla schiavitù, al triste e ipocrita epilogo degli ultimi decenni. Con la storia che si ripete: crisi economica generata dal capitale e da chi lo detiene, scaricata sulle spalle dei lavoratori e delle lavoratrici (anche di più) e dei poveri cristi che il lavoro non lo hanno oppure sono schiavizzati da un lavoro precario, dai raccoglitori di pomodori di Rosarno agli addetti ai call center siciliani, potrei andare avanti. Tutto questo generato da leggi emanate da governi illegittimi,come la Cassazione ha sentenziato.

E allora che cosa festeggiamo? La fine dei diritti dei lavoratori, lo schiavismo legalizzato, le guerre tra poveri per ottenere il necessario: lavoro,istruzione,cure sanitarie e assistenza sociale in particolare verso gli ultimi senza distinzione.Combattere le diseguaglianze e le mafie in modo definitivo quelle infiltrate nelle istituzioni a tutti i livelli questo il mio sogno e quantomeno il motivo per festeggiare.

Il simplicissimus

13062463_1201028376576698_1360454961414732872_nIl primo maggio in Italia ha una storia quanto mai tormentata. Dopo l’inaspettato successo delle manifestazioni internazionali indette nel 1890 in ricordo della strage di Chicago, ma soprattutto per appoggiare la richiesta della giornata lavorativa di 8 ore, la festa del lavoro nella penisola, nasce per davvero nel bagno di sangue di Bava Beccaris. Nel 1898 i lavoratori erano in subbuglio per le condizioni di vita divenute impossibili, basti pensare che un’ora di lavoro era retribuita 18 centesimi mentre un chilo di pane ne costava 40. Così il primo maggio di quell’anno grandi manifestazioni attraversano le città e anche i piccoli borghi tanto che si hanno 3 morti a Minervino, e altri 5 tra Firenze e Sesto fiorentino. A Milano la festa fa coagulare la rivolta che esplode il 6 e che viene repressa a colpi di cannone facendo oltre un centinaio di morti e forse anche 300 secondo alcune testimonianze. Di fatto…

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SI può fare, il 17 aprile — diario di Peppe Carpentieri

Il 17 aprile il popolo italiano sarà chiamato ad esprimere il proprio potere sovrano, direttamente, per abrogare una parte di una legge inserita nel famigerato sblocca Italia. L’azione referendaria è partita dai Consigli regionali che ci chiedono di dire SI per fermare l’estrazione di idrocarburi presso alcune piattaforme poste entro le 12 miglia marine delle […] … Continua a leggere SI può fare, il 17 aprile — diario di Peppe Carpentieri

Riforme, così si soffoca la democrazia. Lettera aperta ai cittadini che votano Pd

Riforme, così si soffoca la democrazia. Lettera aperta ai cittadini che votano Pd - micromega-online - micromega.

IL CARNEVALE DEI NO GRANDI NAVI, NO GRANDI OPERE INUTILI E IMPOSTE

SALVIAMO VENEZIA

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Riprendiamoci la Nostra Città e il Nostro Territorio

 anche a Carnevale.

Vieni anche tu

 alla Grande Parata di barche allegoriche

in Difesa di Venezia e della Nostra Laguna

Domenica 15 febbraio 2015

dalle ore 14 in poi

Come avevamo anticipato in alcune e-mail precedenti, stiamo preparando per Domenica 15 febbraio 2015 dalle ore 14 in poi una Grande Parata di barche allegoriche addobbate su tutti i temi della Difesa della Nostra Laguna e della Nostra Città; contro le Grandi Opere e lo scandalo mondiale del MOSE, contro le grandi navi in Laguna, contro la devastazione ambientale del Contorta  e la distruzione della Laguna,  contro la continua  svendita della Nostra Città.

A Viareggio ci sono le sfilate di carri allegorici, a Venezia  proponiamo a tutti i cittadini a tutte le associazioni e comitati che in questi anni si sono mobilitati e hanno lottato  di fare una grande sfilata con…

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Ilva non pagherà per i morti di tumore I giudici: lo ha stabilito il decreto Renzi.

è stato messo là, tra le altre cose, appunto per ottenere risultati da chi lo guida

Triskel182

ilva-taranto-giorno

La società non dovrà pagare i 30 miliardi di euro richiesti dalle centinaia di parti civili ammesse nel processo. Bonelli: “È la morte del diritto e della democrazia. Negare i risarcimenti ai parenti delle vittime e tutte le altre parti civili significa condannarli ancora a morte”.

Il decreto Renzi salva l’Ilva anche dal pagamento dei risarcimento. È la notizia emersa nel corso dell’udienza preliminare dinanzi al giudice Vilma Gilli che accogliendo l’istanza dei legali dell’azienda ha escluso l’Ilva dai responsabili civili del processo nato dall’inchiesta denominata “Ambiente svenduto”. Alla base della decisione del gup, infatti, c’è la norma voluta dal Governo che ha traghettato lo stabilimento siderurgico di Taranto in amministrazione straordinaria, consentendo così ai legali dell’amministratore straordinario Pietro Gnudi di chiedere l’estromissione dell’Ilva dal processo. Stessa sorte anche per Riva Fire – cassaforte della famiglia lombarda – e per Riva Forni elettrici.

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