Naufraghi

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di Fulvio Vassallo Paleologo*

Alla fine, dopo una settimana di attesa in mare, ostaggio delle politiche europee di appoggio alla Guardia costiera libica, Malta ha accettato di trasbordare su un mezzo della sua marina militare i cinquantotto naufraghi soccorsi una settimana fa dalla nave Aquarius di SOS Mediterraneè a nord delle coste libiche e quindi di concedere il transito nel porto de La Valletta, verso i pochi paesi europei che si sono assunti la responsabilità di accoglierli (Portogallo, Spagna, Francia e Germania). Una soluzione raggiunta su iniziativa del Portogallo e della Spagna, dopo l’iniziale diniego dei francesi. Non si placano invece le intimidazioni del ministro dell’interno italiano contro le ONG che continuano a operare attività di monitoraggio nel Mediterraneo centrale.

Armed Forces of MALTA (AFM) declaration

A total of 58 migrants, who were on board the AQUARIUS, will be brought to Malta by the Armed Forces of Malta, as part of the transfer of migrants on humanitarian basis. The P52 vessel will be entering Hay Wharf Base at noon. Members of the Press will be provided with an area in the Marina di Valletta, Yacht Marina parking for media coverage.

Una soluzione che dal premier maltese viene definita “umanitaria”, ma che si inquadra in una politica disumana che viene adottata da oltre un anno, con il consenso dell’Unione europea a scapito dei migranti da soccorrere in acque internazionali e di chi continua ostinatamente ad assisterli. La salvaguardia del diritto alla vita non può cedere di fronte alle scelte strumentali di chi costruisce sul respingimento dei migranti le sue fortune elettorali. Come se le Convenzioni internazionali e i principi costituzionali, e perfino le leggi dello stato fossero disapplicabili sulla base dei sondaggi, magari con qualche tweet o con una canea di followers che infamano chi riesce ancora a salvare vite in alto mare.

https://comune-info.net/2018/09/cosa-prevede-il-decreto-sicurezza/embed/#?secret=5JG2As0u5d

Si alimenta una falsa contrapposizione con l’Unione Europea, quando invece le politiche decise a Bruxelles (come è emerso nel vertice di Malta del 3 febbraio 2017, all’indomani degli accordi tra il governo Gentiloni e le autorità di Tripoli) combaciano perfettamente con quelle dei governi che più dichiaratamente si schierano contro il soccorso in acque internazionali. Si impone alle ONG di non “interferire” con le attività di intercettazione in alto mare operate dalle motovedette libiche, adducendo l’esistenza di una zona SAR (area di ricerca  e salvataggio) “libica” in acque internazionali, oltre il limite di dodici miglia delle acque territoriali, e dunque l’obbligo di lasciare alle autorità “libiche” (di quale Libia?) tutti i poteri di intervento e di intercettazione, con il fine esclusivo di riportare a terra il maggior numero di persone. Anche se a seguito dei ritardi e della inefficienza della Guardia costiera “libica” le persone fanno naufragio. Vedremo adesso che inchiesta sapranno fare a Tripoli sugli abusi denunciati dalla BBC commessi ai danni delle persone intercettate in alto mare dalle motovedette libiche. Per molti dei miliziani imbarcati a bordo di quelle motovedette sembra che i corsi di formazione in Europa non siano stati particolarmente utili, almeno dal punto di vista del rispetto dei diritti umani.

Non si comprende come le autorità di Tripoli possano garantire i diritti fondamentali delle pesone intercettate in mare, e adesso degli stessi libici. La Libia, in tutte le sue diverse articolazioni territoriali e militari, non può essere ritenuta un paese che garantisce “porti sicuri di sbarco”, place of safety, che dovrebbero essere garantiti dalle autorità che coordinano gli interventi di soccorso. Anche per non violare l’articolo 33 della Convenzione di Ginevra che impone a tutti gli stati firmatari (tra cui non c’è il governo di Tripoli) il rispetto assoluto del principio di non respingimento.

Rispetto al forte calo delle partenze dalla Libia, derivante dalle condizioni di conflitto civile che rallentano gli spostamenti a terra, o li impediscono del tutto, è infatti aumentato il numero delle vittime, quest’anno già oltre 1.300 persone, in maggior parte naufragate in mare a partire dal 28 giugno di quest’anno, da quando il governo di Tripoli ha proclamato unilateralmente una zona SAR “libica”, e le autorità italiane hanno abbandonato alle motovedette libiche e al centro di coordinamento di Tripoli (variamente supportato dalla marina militare italiana con la missione Nauras) il compito di intercettare in mare i migranti e riportarli nei centri di detenzione dai quali erano fuggiti. Tra questi rimane centrale lo snodo del centro di detenzione di Zawia, ubicato in una zona fortemente interessata dal contrabbando di petrolio dalla vicina raffineria, come è provato da indagini della magistratura italiana, che è diventato il punto principale di sbarco (point of disembarkation) dei migranti soccorsi/intercettati in mare dai libici, dopo che la situazione a Tripoli è precipitata. Ma chi finisce nelle mani della Guardia costiera “libica” è comunque destinato a subire abusi, ovunque venga sbarcato.

https://comune-info.net/2018/07/pedagogie-critiche-roma-e-il-mondo-scuola-senza-mura/embed/#?secret=xCQdGcEkDg

Le condizioni del centro di Zawia sono note da tempo, e adesso sono confermate dalle testimonianze di migranti che sono riusciti ad essere evacuati verso i paesi di origine grazie ai progetti di rimpatrio volontario gestiti dall’OIM. Ma quelle stesse condizioni disumane sono confermate anche negli altri centri, anche in quelli che vengono definiti “governativi”, sia dai rapporti internazionali che dalle testimonianze dei migranti che riescono ad arrivare ancora nel nostro paese. Eppure si continua a parlare di rinforzo delle missioni Frontex nella prospettiva di una maggiore collaborazione con la Guardia costiera “libica”, quando la prospettiva corretta dovrebbe essere quella del lancio di una grande missione di soccorso umanitario gestita a livello europeo. Una prospettiva certo impopolare, ma l’unica che potrebbe garantire la salvaguardia effettiva della vita umana in mare, in quella che si continua a ritenere come la zona SAR “libica”. Ed anche in quella maltese nella quale il governo de La Valletta non interviene, o interviene con grande ritardo.

Tutti i politici europei, e soprattutto i rappresentanti del nuovo governo italiano, si riempiono la bocca con l’esigenza prioritaria di combattere il traffico di “clandestini” e con l’obiettivo dichiarato  di impedire che gli operatori umanitari delle ONG possano diventare facilitatori, se non addirittura favoreggiatori, di chi specula sull’immigrazione che definiscono “illegale”. Anche il ministro della difesa Trenta rimane sulla stessa posizione. Nei fatti non si distingue neppure tra scafisti e trafficanti, le indagini nazionali si arenano presto davanti alla mancata collaborazione di quegli stessi governi con i quali si collabora per intercettare i migranti in mare, e alla fine aumentano soltanto le persone condannate ad un naufragio, o destinate a subire ogni sorta di abusi nei centri di detenzione a terra.

Si arriva persino a ricattare i paesi di bandiera delle navi umanitarie perchè revochino l’immatricolazione della nave e impediscano così, su commissione diretta che nessuno può negare, la prosecuzione delle attività di ricerca e salvataggio in acque internazionali. Un completamento di quella strategia di elusione della portata della sentenza Hirsi, di condanna dell’Italia da parte della Corte europea dei diritti dell’Uomo, che si sta completando, dopo i sequestri delle navi umanitarie, con il loro blocco attraverso espedienti burocratici. Come quelli adottati anche da Malta per tenere ferme nel porto de La Valletta tre navi umanitarie di Lifeline, Seefuchs e Seawatch che in questi mesi avrebbero potuto soccorrere migliaia di persone, come avveniva fino allo  scorso anno, sotto il coordinamento della Guardia costiera italiana.

Non sono bastate neppure le richieste di archiviazione dei procedimenti penali contro le ONG. Si continua a diffondere il messaggio secondo cui queste organizzazioni approfitterebbero delle emergenze in mare e costituirebbero fattori di attrazione delle partenze. In realtà i veri speculatori sull’immigrazione illegale sono coloro i quali negano l’evidenza delle torture e degli abusi subiti dai migranti in Libia dopo essere stati riportati a terra dalla sedicente guardia costiera “libica”, non aprono alcun canale legale di ingresso e arrivano, di fatto, a sbarrare i porti, senza avere neppure il coraggio di emettere un provvedimento formale che possa essere impugnato davanti ai tribunali internazionali o ai giudici nazionali. Gli stessi che intervengono sui paesi di bandiera delle navi umanitarie per bloccarne l’attività di soccorso, speculano sulla paura della popolazione, una paura costruita su una emergenza sbarchi che ormai non esiste più. Ma che rimane sempre utile per garantirsi il consenso,malgrado alimentando una falsa contrapposizione con Bruxelles, magari in nome del sovranismo, in tempi nei quali persino l’Unione Europea, e alcuni stati in particolare, denunciano l’inadempienza da parte dell’Italia degli obblighi di soccorso sanciti dalle Convenzioni internazionali.

Per quanto stiano ancora cercando di fermare in tutti i modi le attività di ricerca e salvataggio delle Organizzazioni non governative, attività che spetterebbero agli stati, ma che gli stati non assolvono più, le imbarcazioni e gli operatori umanitari, anche a rischio di subire altri sequestri e altri arresti, continueranno la loro attività di monitoraggio e di denuncia nelle acque del Mediterraneo centrale e a terra, ovunque sia possibile contrastare l’abbandono in mare e la comunicazione tossica che lo sostiene. La vita delle persone vale più della propaganda elettorale di qualche ministro dell’interno. Salvare vite umane è un obbligo, non una scelta.

 

Questo articolo è già stato pubblicato sul blog di Adif (con il titolo originale completo Naufraghi in transito a Malta, ma ancora intimidazioni contro le ONG)
*Avvocato, componente del Collegio del Dottorato in “Diritti umani: evoluzione, tutela, limiti”, presso il Dipartimento di Scienze giuridiche dell’Università di Palermo. È componente della Clinica legale per i diritti umani (CLEDU) dell’Università di Palermo

https://comune-info.net/2018/09/naufraghi/

“frasi celebri di Benito Mussolini” (Via i fascisti da Wattpad! #2) — Demoni di EFP

Continuiamo con la denuncia di inammissibili apologie di fascismo su Wattpad. Questa volta si tratta di una raccolta di frasi celebri del nostro dittatore. Sì, una pura e semplice raccolta di frasi, o meglio, di brevissimi aforismi, alcuni dei quali di dubbia profondità e altri neanche veramente suoi.

via “frasi celebri di Benito Mussolini” (Via i fascisti da Wattpad! #2) — Demoni di EFP

Umberto Eco: L’Ur-Fascismo (Il fascismo eterno)

Umberto Eco
Umberto Eco – L’Ur-Fascismo (Il Fascismo Eterno)
Tratto da “Cinque scritti morali“, Bompiani (1997)
1) La prima caratteristica di un Ur-Fascismo e’ il culto della tradizione.

Il tradizionalismo e’ piu’ vecchio del fascismo. Non fu solo tipico del pensiero controrivoluzionario cattolico dopo la Rivoluzione Francese, ma nacque nella tarda eta’ ellenistica come una reazione al razionalismo greco classico.

Nel bacino del Mediterraneo, i popoli di religioni diverse (tutte accettate con indulgenza dal Pantheon romano) cominciarono a sognare una rivelazione ricevuta all’alba della storia umana. Questa rivelazione era rimasta a lungo nascosta sotto il velo di lingue ormai dimenticate. Era affidata ai geroglifici egiziani, alle rune dei celti, ai testi sacri, ancora sconosciuti, delle religioni asiatiche. Questa nuova cultura doveva essere sincretistica. “Sincretismo” non e’ solo, come indicano i dizionari, la combinazione di forme diverse di credenze o pratiche. Una simile combinazione deve tollerare le contraddizioni. Tutti i messaggi originali contengono un germe di saggezza e quando sembrano dire cose diverse o incompatibili e’ solo perche’ tutti alludono, allegoricamente, a qualche verita’ primitiva.

Come conseguenza, non ci puo’ essere avanzamento del sapere. La verita’ e’ stata gia’ annunciata una volta per tutte, e noi possiamo solo continuare a interpretare il suo oscuro messaggio. E sufficiente guardare il sillabo di ogni movimento fascista per trovare i principali pensatori tradizionalisti. La gnosi nazista si nutriva di elementi tradizionalisti, sincretistici, occulti.

La piu’ importante fonte teoretica della nuova destra italiana, Julius Evola, mescolava il Graal con i Protocolli dei Savi di Sion, l’alchimia con il Sacro Romano Impero. Il fatto stesso che per mostrare la sua apertura mentale una parte della destra italiana abbia recentemente ampliato il suo sillabo mettendo insieme De Maistre, Guenon e Gramsci e’ una prova lampante di sincretismo. Se curiosate tra gli scaffali che nelle librerie americane portano l’indicazione “New Age”, troverete persino Sant’Agostino, il quale, per quanto ne sappia, non era fascista. Ma il fatto stesso di mettere insieme Sant’Agostino e Stonehenge, questo e’ un sintomo di Ur-Fascismo.

2) Il tradizionalismo implica il rifiuto del modernismo.

Sia i fascisti che i nazisti adoravano la tecnologia, mentre i pensatori tradizionalisti di solito rifiutano la tecnologia come negazione dei valori spirituali tradizionali. Tuttavia, sebbene il nazismo fosse fiero dei suoi successi industriali, la sua lode della modernita’ era solo l’aspetto superficiale di una ideologia basata sul “sangue” e la “terra” (Blut und Boden). Il rifiuto del mondo moderno era camuffato come condanna del modo di vita capitalistico, ma riguardava principalmente il rigetto dello spirito del 1789 (o del 1776, ovviamente). L’illuminismo, l’eta’ della Ragione vengono visti come l’inizio della depravazione moderna. In questo senso, l’Ur-Fascismo puo’ venire definito come “irrazionalismo”.

3) L’irrazionalismo dipende anche dal culto dell azione per l’azione.

L’azione e’ bella di per se’, e dunque deve essere attuata prima di e senza una qualunque riflessione. Pensare e’ una forma di evirazione. Percio’ la cultura e’ sospetta nella misura in cui viene identificata con atteggiamenti critici. Dalla dichiarazione attribuita a Goebbels (“Quando sento parlare di cultura, estraggo la mia pistola”) all’uso frequente di espressioni quali “Porci intellettuali”, “Teste d’uovo”, “Snob radicali”, “Le universita’ sono un covo di comunisti”, il sospetto verso il mondo intellettuale e’ sempre stato un sintomo di Ur-Fascismo. Gli intellettuali fascisti ufficiali erano principalmente impegnati nell’accusare la cultura moderna e l’intellighenzia liberale di aver abbandonato i valori tradizionali.

4) Nessuna forma di sincretismo puo’ accettare la critica.

Lo spirito critico opera distinzioni, e distinguere e’ un segno di modernita’. Nella cultura moderna, la comunita’ scientifica intende il disaccordo come strumento di avanzamento delle conoscenze. Per l’Ur-Fascismo, il disaccordo e’ tradimento.

5) Il disaccordo e’ inoltre un segno di diversita’.

L’Ur-Fascismo cresce e cerca il consenso sfruttando ed esacerbando la naturale paura della differenza. Il primo appello di un movimento fascista o prematuramente fascista e’ contro gli intrusi. L’Ur-Fascismo e’ dunque razzista per definizione.

6) L’Ur-Fascismo scaturisce dalla frustrazione individuale o sociale.

Il che spiega perche’ una delle caratteristiche tipiche dei fascismi storici e’ stato l’appello alle classi medie frustrate, a disagio per qualche crisi economica o umiliazione politica, spaventate dalla pressione dei gruppi sociali subalterni. Nel nostro tempo, in cui i vecchi “proletari” stanno diventando piccola borghesia (e i Lumpen si autoescludono dalla scena politica), il fascismo trovera’ in questa nuova maggioranza il suo uditorio.

7) A coloro che sono privi di una qualunque identita’ sociale, l’Ur-Fascismo dice che il loro unico privilegio e’ il piu’ comune di tutti, quello di essere nati nello stesso paese.

E questa l’origine del nazionalismo: Inoltre, gli unici che possono fornire una identita’ alla nazione sono i nemici. Cosi’, alla radice della psicologia Ur-Fascista vi e’ l’ossessione del complotto, possibilmente internazionale. I seguaci debbono sentirsi assediati. Il modo piu’ facile per far emergere un complotto e’ quello di fare appello alla xenofobia. Ma il complotto deve venire anche dall’interno: gli ebrei sono di solito l’obiettivo migliore, in quanto presentano il vantaggio di essere al tempo stesso dentro e fuori. In America, ultimo esempio dell’ossessione del complotto e’ rappresentato dal libro The New World Order di Pat Robertson.

8) I seguaci debbono sentirsi umiliati dalla ricchezza ostentata e dalla forza dei nemici.

Quando ero bambino mi insegnavano che gli inglesi erano il “popolo dei cinque pasti”: mangiavano piu’ spesso degli italiani, poveri ma sobri. Gli ebrei sono ricchi e si aiutano l’un l’altro grazie a una rete segreta di mutua assistenza. I seguaci debbono tuttavia essere convinti di poter sconfiggere i nemici. Cosi’, grazie a un continuo spostamento di registro retorico, i nemici sono al tempo stesso troppo forti e troppo deboli. I fascismi sono condannati a perdere le loro guerre, perche’ sono costituzionalmente incapaci di valutare con obiettivita’ la forza del nemico.

9) Per l’Ur-Fascismo non c’e’ lotta per la vita, ma piuttosto “vita per la lotta”.

Il pacifismo e’ allora collusione col nemico; il pacifismo e’ cattivo perche’ la vita e’ una guerra permanente. Questo tuttavia porta con se’ un complesso di Armageddon: dal momento che i nemici debbono e possono essere sconfitti, ci dovra’ essere una battaglia finale, a seguito della quale il movimento avra’ il controllo del mondo. Una simile soluzione finale implica una successiva era di pace, un’eta’ dell’Oro che contraddice il principio della guerra permanente. Nessun leader fascista e’ mai riuscito a risolvere questa contraddizione.

10) L’elitismo e’ un aspetto tipico di ogni ideologia reazionaria, in quanto fondamentalmente aristocratico.

Nel corso della storia, tutti gli elitismi aristocratici e militaristici hanno implicato il disprezzo per i deboli. L’Ur-Fascismo non puo’ fare a meno di predicare un “elitismo popolare”. Ogni cittadino appartiene al popolo migliore del mondo, i membri del partito sono i cittadini migliori, ogni cittadino puo’ (o dovrebbe) diventare un membro del partito. Ma non possono esserci patrizi senza plebei. Il leader, che sa bene come il suo potere non sia stato ottenuto per delega, ma conquistato con la forza, sa anche che la sua forza si basa sulla debolezza delle masse, cosi’ deboli da aver bisogno e da meritare un “dominatore”. Dal momento che il gruppo e’ organizzato gerarchicamente (secondo un modello militare), ogni leader subordinato disprezza i suoi subalterni, e ognuno di loro disprezza i suoi sottoposti. Tutto cio’ rinforza il senso di un elitismo di massa.

11) In questa prospettiva, ciascuno e’ educato per diventare un eroe.

In ogni mitologia l'”eroe” e’ un essere eccezionale, ma nell’ideologia Ur-Fascista l’eroismo e’ la norma. Questo culto dell’eroismo e’ strettamente legato al culto della morte: non a caso il motto dei falangisti era: “Viva la muerte”. Alla gente normale si dice che la morte e’ spiacevole ma bisogna affrontarla con dignita’; ai credenti si dice che e’ un modo doloroso per raggiungere una felicita’ soprannaturale. L’eroe Ur-Fascista, invece, aspira alla morte, annunciata come la migliore ricompensa per una vita eroica. L’eroe Ur-Fascista e’ impaziente di morire. Nella sua impazienza, va detto in nota, gli riesce piu’ di frequente far morire gli altri.

12) Dal momento che sia la guerra permanente sia l’eroismo sono giochi difficili da giocare, l’Ur-Fascista trasferisce la sua volonta’ di potenza su questioni sessuali.

È questa l’origine delmachismo (che implica disdegno per le donne e una condanna intollerante per abitudini sessuali non conformiste, dalla castita’ all’omosessualita’). Dal momento che anche il sesso e’ un gioco difficile da giocare, l’eroe Ur-Fascista gioca con armi, che sono il suo Ersatz fallico: i suoi giochi di guerra sono dovuti a una invidia penis permanente.

13) L’Ur-Fascismo si basa su un “populismo qualitativo” : In una democrazia i cittadini godono di diritti individuali, ma l’insieme dei cittadini e’ dotato di un impatto politico solo dal punto di vista quantitativo (si seguono le decisioni della maggioranza).

Per l’Ur-Fascismo gli individui in quanto individui non hanno diritti, e il “popolo” e’ concepito come una qualita’, un’entita’ monolitica che esprime la “volonta’ comune”. Dal momento che nessuna quantita’ di esseri umani puo’ possedere una volonta’ comune, il leader pretende di essere il loro interprete. Avendo perduto il loro potere di delega, i cittadini non agiscono, sono solo chiamati pars pro toto, a giocare il ruolo del popolo. Il popolo e’ cosi’ solo una finzione teatrale. Per avere un buon esempio di populismo qualitativo, non abbiamo piu’ bisogno di Piazza Venezia o dello stadio di Norimberga. Nel nostro futuro si profila un populismo qualitativo Tv o Internet, in cui la risposta emotiva di un gruppo selezionato di cittadini puo’ venire presentata e accettata come la “voce del popolo”. A ragione del suo populismo qualitativo, l’Ur-Fascismo deve opporsi ai “putridi” governi parlamentari. Una delle prime frasi pronunciate da Mussolini nel parlamento italiano fu: “Avrei potuto trasformare quest’aula sorda e grigia in un bivacco per i miei manipoli.” Di fatto, trovo’ immediatamente un alloggio migliore per i suoi manipoli, ma poco dopo liquido’ il parlamento. Ogni qual volta un politico getta dubbi sulla legittimita’ del parlamento perche’ non rappresenta piu’ la “voce del popolo”, possiamo sentire l’odore di Ur-Fascismo.

14) L’Ur-Fascismo parla la “neolingua”.

La “neolingua” venne inventata da Orwell in 1984, come la lingua ufficiale dell’Ingsoc, il Socialismo Inglese, ma elementi di Ur-Fascismo sono comuni a forme diverse di dittatura. Tutti i testi scolastici nazisti o fascisti si basavano su un lessico povero e su una sintassi elementare, al fine di limitare gli strumenti per il ragionamento complesso e critico. Ma dobbiamo essere pronti a identificare altre forme di neolingua, anche quando prendono la forma innocente di un popolare talkshow.

fonte:http://www.punk4free.org/articoli/18-politica/3087-umberto-eco-lur-fascismo-il-fascismo-eterno.html

Fascism Defined and Described by Oswald Mosley

Fascism: One Hundred Questions Asked and Answered is a book published in 1936 by British fascist Oswald Mosley, and it is arguably the clearest first-person introduction to the topic for an Anglo reader, serving up less gobbledygook than most of the Continental sources. Mosley actually makes arguments for his point of view, and thinks through what possible objections might be, which is not the case with, say, Marinetti. Beyond the basics, here are a few points I gleaned from my read:

1. Voting still will occur, at least once every five years, because “The support of the people is far more necessary to a Government of action than to a Democratic Government, which tricks the people into a vote once every five years on an irrelevant issue, and then hopes the Nation will go to sleep for another five years so that the Government can go to sleep as well.”

2. Voting will be organized by occupation, not geographic locality.

3. If an established British fascist government loses a vote, the King will send for new ministers, but not necessarily from the opposing party.

By removing the struggle for foreign markets, fascism hopes to bring perpetual peace.

4. The House of Lords is to become much more technical, technocratic, and detailed in its knowledge, drawing more upon science and industry. The description reminds me of the CCP State Council.

5. A National Council of Corporations will conduct much of economic policy, and as far as I can tell it would stand on a kind of par with Parliament.

6. “MPs will be converted from windbags into men of action.”

7. A special Corporation would be created to represent the interests of women politically. Women will not be forced to become mothers, but high wages for men will represent a very effective subsidy to childbirth.

8. The government will spend much more money on research and development, with rates of return of “one hundred-fold.”

9. Wages will be boosted considerably by cutting out middlemen and distribution costs. The resulting higher real wages will maintain aggregate demand. Cheap, wage-undercutting foreign imports will not be allowed.

10. Foreign investment abroad will be eliminated, as will the gold standard and foreign immigration into Britain.

11. “…foreigners who have not proved themselves worthy citizens of Britain will deported.” And “Jews will not be afforded the full rights of British citizenship,” as they have deliberately maintained themselves as a distinct foreign community.

12. Any banker who breaks the law will go to jail, just as a poor person would.

13. Inheritance will not be allowed, but private property in land will persist and will be accompanied by radically egalitarian land reform.

14. To restore the prosperity of coal miners, competition from cheap Polish labor and Polish imports will be eliminated.

15. The small shopkeeper shall be favored over chain stores, especially if the latter are in foreign or Jewish hands.

16. All citizens, rich and poor, are to have the right to an education up through age 18. Overall there is considerable emphasis on not letting human capital go to waste, and a presumption that there is a lot of implicit slack in the system under the status quo ex ante.

17. Hospitals will be coordinated, but not nationalized. That would be going too far.

18. Roosevelt’s New Deal is distinct from fascism because a) the American government does not have enough “power to plan,” and b) it relies on “Jewish capital.”

19. The colonies will sell raw materials to Britain, and produce agriculture for themselves, but will not be allowed to compete in manufactures. And this: “If we failed to hold India, we should be 1/100th the men they were.”

20. By removing the struggle for foreign markets, fascism will bring perpetual peace.

Mosley was later interned from 1940 to 1943.

Republished from Marginal Revolution.

Tyler Cowen


Tyler Cowen

Tyler Cowen is an American economist, academic, and writer. He occupies the Holbert C. Harris Chair of economics, as a professor at George Mason University, and is co-author, with Alex Tabborak, of the popular economics blog Marginal Revolution.

This article was originally published on FEE.org. Read the original article.

25 Aprile 2016 è una festa? — STORIE DIMENTICATE

71 anni sono passati dal 1945 una generazione che ha vissuto la guerra civile italiana sta lentamente scomparendo, la vita è inesorabile, mentre vorremmo che quei testimoni rimanessero in vita per continuare a raccontarci cosa fu la guerra di liberazione ora ci si deve affidare alle memorie scritte, ai video raccolti.

via 25 Aprile 2016 è una festa? — STORIE DIMENTICATE

Sorveglianza di massa

Washington Post:   Officials alert foreign services that Snowden has documents on their cooperation with U.S. »

Le Monde : The NSA’s intern inquiry about the Elysée hacking revealed »

Glenn Greenwald i The Guardian: As Europe erupts over US spying, NSA chief says government must stop media »

TechDirt: Keith Alexander Says The US Gov’t Needs To Figure Out A Way To Stop Journalists From Reporting On Snowden Leaks »

The Guardian: Leaked memos reveal GCHQ efforts to keep mass surveillance secret »

Costituzione, basta giocare col fuoco | Libertà e Giustizia

Costituzione, basta giocare col fuoco | Libertà e Giustizia.

 

Leggendo la Storia impariamo che tanti tiranni e governi che non hanno rispettato la volontà popolare prima o poi sono caduti, cancellati dalla realtà.

Sarà una delle ultime azioni nefaste quella di mettere mano all’art.138 della Costituzione Italiana, quella che farà traboccare il vaso.