La Ue condanna l’Italia: “Pm10 fuori norma per 10 anni e non è stato preso alcun provvedimento” — Brescia Anticapitalista

Di Giuliano Balestrieri L’aria italiana è troppo inquinata. Per la Corte Ue non ci sono dubbi: l’Italia non ha rispettato le direttive comunitario e non ha fatto nulla per porre rimedio al problema. Peggio, per i giudici di Lussemburgo l’approccio dell’Italia al problema si risolverebbe con “una proroga generale, eventualmente sine die, del termine per […]

La Ue condanna l’Italia: “Pm10 fuori norma per 10 anni e non è stato preso alcun provvedimento” — Brescia Anticapitalista

L’accusa di Re:Common: «Banca Mondiale killer del clima» — PAROLE LIBERE

Dal blog https://www.terranuova.it/ 27 Ottobre 2020 «La Banca Mondiale ha continuato a investire nei combustibili fossili nonostante si fosse impegnata a contrastare la crisi climatica. Lo rivela nel suo ultimo rapporto l’organizzazione tedesca Urgewald »: è la denuncia di Re:Common, associazione impegnata da anni nella tutela dei territori. «La Banca Mondiale ha continuato a investire nei […]

L’accusa di Re:Common: «Banca Mondiale killer del clima» — PAROLE LIBERE

Saranno le città a salvare il mondo

Disuguaglianza, paradisi fiscali, crisi dell’immigrazione: tutti problemi di stampo internazionale. Se la cooperazione a livello sovranazionale è inefficace, la soluzione è nelle esperienze municipali.

di Lorenzo Marsili

Le città stanno assumendo un ruolo sempre più centrale. Spesso, come nell’esperienza delle “città santuario” negli Stati Uniti, anche in diretto conflitto con le autorità nazionali. E stanno costruendo reti internazionali sempre più elaborate. Il 10 giugno la città di Barcellona ha ospitato un summit globale, fearless cities, dove centinaia di esperienze municipali da tutto il mondo si sono impegnate precisamente su quei grandi temi che gli stati nazionali sembrano sempre più incapaci di governare.

leggi l’articolo: http://www.linkiesta.it/it/article/2017/06/17/saranno-le-citta-a-salvare-il-mondo/34608/

WWF: cambiamento climatico, tutti i rischi per l’Italia.

di Floriana Bulfon. Espresso

Un nuovo rapporto mette in luce tutti i rischi per la salute e per la Terra. I paesi del Mediterraneo, Italia in testa, è rischiano di più: dall’aumento delle temperature ai disastri naturali, all’esposizione ai fattori di rischio ambientale. Fattori che si stima abbiamo già causato, in tutta Europa, la morte di 1,4 milioni di persone. leggi

Vivere in un altro modo

Strade, piazze, università, spazi sociali, culturali e di economia sociale: a Budapest la quinta Conferenza internazionale sulla decrescita ha mostrato non solo che quello della decrescita è un movimento sociale e accademico che non smette di crescere, ma che esistono già tanti modi diversi di vivere che rifiutano il dominio del profitto. Si è discusso di energia e di cibo, di genere e di conflitti ambientali, di rapporti tra il nord e il sud del mondo e di urbanistica, ma anche di migrazioni, di reddito di cittadinanza e di movimenti sociali. Per questo politica e media che pensano alla decrescita ancora come recessione sembrano sempre più ridicoli

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di aa.vv.*

Nelle ultime settimane, mentre l’Istat pubblicava le proiezioni al ribasso del Pil italiano, diversi media lanciavano l’allarme della stagnazione, e alcuni – più o meno consapevolmente in errore – si riferivano allo spettro della decrescita. Eppure, con beffardo tempismo, proprio in quei giorni si stava concludendo con successo a Budapest la Quinta Conferenza Internazionale sulla Decrescita per la Sostenibilità Ecologica e l’Equità Sociale, un evento che speriamo possa fornire lo spunto per chiarire e riflettere sul significato della parola “decrescita”, tanto discussa all’estero quanto troppo spesso fraintesa e bistrattata in Italia.

Dalla Francia alla Catalogna, dalla Germania agli Stati Uniti, dal Canada all’India, chi parla di decrescita – né “felice” né “infelice” – invoca non il contrario della crescita del prodotto interno lordo, bensì un approccio completamente alternativo al dogma della crescita-ad-ogni-costo. segue

 

SI può fare, il 17 aprile — diario di Peppe Carpentieri

Il 17 aprile il popolo italiano sarà chiamato ad esprimere il proprio potere sovrano, direttamente, per abrogare una parte di una legge inserita nel famigerato sblocca Italia. L’azione referendaria è partita dai Consigli regionali che ci chiedono di dire SI per fermare l’estrazione di idrocarburi presso alcune piattaforme poste entro le 12 miglia marine delle […]

via SI può fare, il 17 aprile — diario di Peppe Carpentieri

IL CARNEVALE DEI NO GRANDI NAVI, NO GRANDI OPERE INUTILI E IMPOSTE

SALVIAMO VENEZIA

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Riprendiamoci la Nostra Città e il Nostro Territorio

 anche a Carnevale.

Vieni anche tu

 alla Grande Parata di barche allegoriche

in Difesa di Venezia e della Nostra Laguna

Domenica 15 febbraio 2015

dalle ore 14 in poi

Come avevamo anticipato in alcune e-mail precedenti, stiamo preparando per Domenica 15 febbraio 2015 dalle ore 14 in poi una Grande Parata di barche allegoriche addobbate su tutti i temi della Difesa della Nostra Laguna e della Nostra Città; contro le Grandi Opere e lo scandalo mondiale del MOSE, contro le grandi navi in Laguna, contro la devastazione ambientale del Contorta  e la distruzione della Laguna,  contro la continua  svendita della Nostra Città.

A Viareggio ci sono le sfilate di carri allegorici, a Venezia  proponiamo a tutti i cittadini a tutte le associazioni e comitati che in questi anni si sono mobilitati e hanno lottato  di fare una grande sfilata con…

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Sign this petition to tell the UK’s most iconic cultural institutions to drop BP sponsorship.

Right now, the British Museum, National Portrait Gallery, Royal Opera House and Tate Galleries are all sponsored by BP.

Whether or not their sponsorship is renewed depends on how many of us raise our voices to object.

In return for contributing only a tiny percentage of each organisation’s income, BP gets desperately-needed credibility. This helps distract from its toxic activities around the world: a business plan that’s pushing us into climate disaster.

http://www.dropbp.org?source=direct_link&referrer=acd8691e111b2e3f1d9f3f39ab6011cc841c57b2