Saranno le città a salvare il mondo

Disuguaglianza, paradisi fiscali, crisi dell’immigrazione: tutti problemi di stampo internazionale. Se la cooperazione a livello sovranazionale è inefficace, la soluzione è nelle esperienze municipali.

di Lorenzo Marsili

Le città stanno assumendo un ruolo sempre più centrale. Spesso, come nell’esperienza delle “città santuario” negli Stati Uniti, anche in diretto conflitto con le autorità nazionali. E stanno costruendo reti internazionali sempre più elaborate. Il 10 giugno la città di Barcellona ha ospitato un summit globale, fearless cities, dove centinaia di esperienze municipali da tutto il mondo si sono impegnate precisamente su quei grandi temi che gli stati nazionali sembrano sempre più incapaci di governare.

leggi l’articolo: http://www.linkiesta.it/it/article/2017/06/17/saranno-le-citta-a-salvare-il-mondo/34608/

Cortocircuito e bioeconomia

Politicanti e politicastri al potere sono lo specchio di una società in decadenza. Sin dal mondo classico è noto che la conduzione della cosa pubblica dovesse essere affidata a persone degne, virtuose, altruiste e capaci di scelte giuste, poiché sin dalla nascita della società umana il bene comune, proprio perché pubblico cioè di tutti, dovesse […]

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Riforma costituzionale. La posta in gioco siamo noi —

Un Senato non-eletto, composto da una cricca di notabili delle regioni. Una Camera ai comandi dei governi, che si scelgono presidenti della repubblica e corti costituzionali. Accentramento di competenze ora regionali, come energia e ambiente. Via gli strumenti di democrazia diretta come i referendum abrogativi. “Governabilita’” insomma. Governo forte. Forte perche’? E con chi? […]

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Ma che gran figli di …

Anna Lombroso per il Simplicissimus Ve lo ricordate Hoffman? certo eravamo giovani, eravamo arroganti, eravamo ridicoli, eravamo eccessivi, eravamo avventati, ma avevamo ragione? Pare che avessero invece ragione il cinismo ribaldo e il vetriolo fascistoide di Longanesi con il suo motto idealmente impresso sul tricolore: tengo famiglia. E siccome siamo moderni, teniamo famiglie allargate a […]

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Primo Maggio: commemorazione del lavoro

Da anniversario in ricordo di morti sul lavoro e nelle lotte per affrancarsi dalla schiavitù, al triste e ipocrita epilogo degli ultimi decenni. Con la storia che si ripete: crisi economica generata dal capitale e da chi lo detiene, scaricata sulle spalle dei lavoratori e delle lavoratrici (anche di più) e dei poveri cristi che il lavoro non lo hanno oppure sono schiavizzati da un lavoro precario, dai raccoglitori di pomodori di Rosarno agli addetti ai call center siciliani, potrei andare avanti. Tutto questo generato da leggi emanate da governi illegittimi,come la Cassazione ha sentenziato.

E allora che cosa festeggiamo? La fine dei diritti dei lavoratori, lo schiavismo legalizzato, le guerre tra poveri per ottenere il necessario: lavoro,istruzione,cure sanitarie e assistenza sociale in particolare verso gli ultimi senza distinzione.Combattere le diseguaglianze e le mafie in modo definitivo quelle infiltrate nelle istituzioni a tutti i livelli questo il mio sogno e quantomeno il motivo per festeggiare.

il Simplicissimus

13062463_1201028376576698_1360454961414732872_nIl primo maggio in Italia ha una storia quanto mai tormentata. Dopo l’inaspettato successo delle manifestazioni internazionali indette nel 1890 in ricordo della strage di Chicago, ma soprattutto per appoggiare la richiesta della giornata lavorativa di 8 ore, la festa del lavoro nella penisola, nasce per davvero nel bagno di sangue di Bava Beccaris. Nel 1898 i lavoratori erano in subbuglio per le condizioni di vita divenute impossibili, basti pensare che un’ora di lavoro era retribuita 18 centesimi mentre un chilo di pane ne costava 40. Così il primo maggio di quell’anno grandi manifestazioni attraversano le città e anche i piccoli borghi tanto che si hanno 3 morti a Minervino, e altri 5 tra Firenze e Sesto fiorentino. A Milano la festa fa coagulare la rivolta che esplode il 6 e che viene repressa a colpi di cannone facendo oltre un centinaio di morti e forse anche 300 secondo alcune testimonianze. Di fatto…

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3 Ways Humans Create Poverty — Raging Bull-shit

Poverty isn’t just a fact of nature. We made it happen, and we can fix it. By Jason Hickel, Joe Brewer and Martin Kirk and cross-posted from FastCo-Exist.com This is a big year for anyone interested in, or caught in the teeth of, poverty and extreme inequity. It’s the year of the UN Sustainable Development Goals (SDGs), […]

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Le cinque strategie del capitalismo contro i movimenti sociali

La ristrutturazione dell’economia mondiale ha adottato cinque strategie di base per rispondere al ciclo di lotte sociali che tra gli anni Sessanta e Settanta hanno trasformato l’organizzazione di riproduzione e le relazioni di classe.

In primo luogo, vi è stata una espansione del mercato del lavoro. La globalizzazione ha prodotto un salto storico nella dimensione del mondo proletario, sia attraverso un processo globale di “avvicinamento” che ha causato la separazione di milioni di persone dalla loro terra, il loro lavoro e i loro “diritti consuetudinari”, attraverso per esempio l’aumento dell’occupazione femminile. Non sorprende che la globalizzazione appaia come un processo di accumulazione primitiva, che ha assunto varie forme.

_ Le cinque strategie del capitalismo contro i movimenti sociali | _omissis_.

 

Renzi: slogan tanti, fatti pochi, coerenza zero

resto sempre più basito del livello di comprensione della realtà dei mie conterranei, l’ennesimo pifferaio ottiene il consenso basato soltanto solo su una montagna di parole, mentre il presente peggiora a vita d’occhio, l’ex sindaco di Firenze continua il processo di distruzione, della Costituzione, iniziato dal condannato con cui sta condividendo furtivamente piani di messa in atto definitiva del piano massonico. spero tanto che ci svegliamo presto, se continua così ai nostri figli e nipoti resterà solo il deserto e una pseudo dittatura spacciata per democrazia, ma di rappresentativo non ha nulla. comandano loro gestiti dai banchieri europei che continuano a strozzzarci.

 

Renzi: slogan tanti, fatti pochi, coerenza zero – Il Fatto Quotidiano.