Regione del Kurdistan Iracheno nei volti e in volo

finestra sulla favela

Da Finestra MEMO, Di Un impiegato in favela

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Syrian, Syrian, ripeteva una voce di bimbo che proveniva proprio da un bimbo, un bimbo dai capelli neri lucidi, pettinati con la riga a destra, con la maglietta strappata su un fianco e segnata da un alone scuro di quelli che non svaniscono con una sciacquata a freddo sull’altro; un bimbo come te, solo che lui cantilenava Syrian, Syrian, sventolando davanti alla pancia di un passante qualsiasi la stampa di una fila di volti in formato tessera, volti schierati come volti di criminali ricercati, volti dei suoi genitori, dei suoi parenti, dei suoi amici scomparsi; nei piedi tutta la strada dalla Siria orientale, dall’altopiano, dal deserto, da al-Raqqa, da Deir-El-Zor, dal sud della Rojava; quanta strada bruciata con un passo trascinato dopo l’altro, quante incertezze, quanta paura, la paura fa eco nella sua cantilena, Syrian, Syrian, dalla ripetitività che sfuma nel…

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