Destablishment. Un nuovo totalitarismo

di Enrico Euli*

La divaricazione del mondo si accentua. In ogni società occidentale metà della popolazione elegge come leader chi non sta con l’establishment (Beppe Grillo) contro l’altra metà che continua a sostenerlo.
E chi sta con i poteri forti deve, per farsi votare, far finta di non starci, almeno sino a quando non lo eleggono e può ammettere finalmente di starci (vedi Matteo Renzi o Emmanuel Macron). Oppure non può fare a meno di obbedir loro anche non volendo o avendo fatto una campagna elettorale contro di loro e per questo era stato eletto (ad esempio Alexīs Tsipras).

I poteri forti dicono: è meglio che tu non sia eletto, ma sia eletto un altro; ma se proprio verrai eletto, visto che la democrazia elettorale ha i suoi limiti, allora sappi che non potrai governare, non te lo permetteremo mai, perlomeno per come vuoi tu, ti faremo impazzire (vedi Donald Trump e, si parva licet, Virginia Raggi).

In passato, lo stesso Silvio Berlusconi ha avuto problemi simili, ed è stato sostituito da Mario Monti e Enrico Letta, molto più affidabili per l’establishment (ma molto meno amati dal “popolo”). Ecco perché è anche lui ha dovuto sempre farsi accompagnare da un Gianni Letta o da un Fedele Confalonieri, e anche perché in futuro, se vorrà governare, dovrà e potrà farlo solo insieme a Matteo Renzi. Se ci pensate, lo stesso Beppe Grillo – d’altronde – non potrebbe fare un passo senza la Casaleggio Associati.

Ecco perché, al momento, per i media di regime e i poteri forti, personaggi come la Marine Le Pen, Nigel Farage, Beppe Grillo, Metto Salvini (ma anche Jeremy Bernard Corbyn o Jean-Luc Melenchon) non sono candidabili a governare un paese occidentale e, almeno per ora, non possono vincere le elezioni. Sono accusati di essere inaffidabili, populisti, anti-politici. Come se non fosse la politica oggi, tutta, ad essere anti-politica.

Ma cosa c’è di meglio, per un Matteo Renzi o un Emmanuel Macron, di trovarsi di fronte un Matteo Salvini o una Marine Le Pen? Hanno già vinto prima di iniziare, visto che tutti gli altri avversari potenziali si sono suicidati o sono stati eliminati. E gli astensionisti, seppur numerosi, non contano nulla. Ma per quanto potrà durare?

Il liberismo sta creando paura, risentimento, invidia sociale, odio razzistico, individualismo e familismo estremo, rottura dei legami sociali e fiduciari residui, ricatti lavorativi e guerre tra poveri, squilibri psichici e depressione. Tutto questo ci sta portando già verso un nuovo totalitarismo politico: Vladimir Putin, Recep Tayyip Erdogan, Benjamin Nethanyau, Donald Trump assomigliano insieme a dei prototipi e a degli sperimentatori. E il futuro gli appartiene.

.* Ricercatore alla Facoltà di Studi Umanistici dell’Università di Cagliari, in cui è docente di Metodologie e tecniche del gioco, del lavoro di gruppo e dell’animazione. Ha pubblicato vari testi ed articoli, l’ultimo: Fare il morto (Sensibili alle foglie). Ha aderito alla campagna Facciamo Comune insieme.

http://comune-info.net/2017/05/destablishment-liberismo/

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