Gold-digging with investor-state lawsuits | Corporate Europe Observatory

 

Over the past 16 years, residents of the town of Roşia Montană in Romania have fought against a proposed multi-billion dollar mining project, which would have destroyed their home and the surrounding environment. In a remarkable show of people power, they succeeded in stopping the mine. But the project’s majority owner, Canadian company Gabriel Resources, is now using a legal backdoor and suing Romania in an international investment tribunal, potentially demanding billions in taxpayer money as compensation.

Canadian mining company Gabriel Resources is using an investor-state lawsuit to push through its illegal toxic gold and silver mine in the historical Romanian village of Roşia Montană. The project has faced strong community resistance and is on hold after Romanian courts found that Gabriel had illegally obtained several permits required to operate the mine. Other permits have never been issued as the company failed to submit all necessary data.

But the project’s majority owner, Canadian company Gabriel Resources, is now using a parallel legal system for foreign investors in order to demand Romanians pay two per cent of the entire value of their economy in compensation for lost profits. What’s more, the mining company’s legal bills are being financially backed by a Wall Street hedge fund in return for a claim of the spoils. To avoid facing these costs the Romanian Government may be forced to open the mine after all. Gabriel could also just walk away with a vast amount of public money in compensation – and the lawsuit itself could become the company’s true goldmine.

Gabriel’s claim foreshadows the massive claims which could hit the EU and its member states if trade deals such as the EU-Canada CETA get concluded and come into force.

Read the full report Gold-digging with investor-state lawsuits.

Sorgente: Gold-digging with investor-state lawsuits | Corporate Europe Observatory

Il governo rumeno ha rifiutato un progetto minerario che avrebbe previsto l’impiego di 240.000 tonnellate di cianuro tossico nel paese – quantità sufficiente per uccidere almeno 80 volte la popolazione mondiale [1]. In tutta risposta, la multinazionale a capo del progetto minerario sta ricorrendo a un sistema legale parallelo, riservato agli investitori, per citare in giudizio il paese per una cifra pari a 4 miliardi. Di fronte a una tale minaccia, il governo rumeno si vedrebbe costretto a rinunciare e ad accettare un disastro ecologico immane che andrebbe ad avvelenare le persone.

Roxana Pencea Brădățan, attivista rumena, descrive così la situazione:

I privilegi di cui godono gli investitori stanno diventando minacce per la democrazia e le norme di legge. I cittadini rumeni si sono opposti al progetto minerario di Roşia Montană, che è stato dichiarato illegale anche dalle nostre corti. Ma attraverso un sistema di legge parallelo, la multinazionale può arrivare a imporre il suo volere e a far aprire una miniera forte di una citazione in giudizio di svariati miliardi contro il governo“.

Una nuova proposta della Commissione europea potrebbe creare un sistema legale parallelo di questo tipo. Se i nostri rappresentanti lo approvassero, tutti i paesi europei sarebbero esposti ad attacchi simili a quelli che il governo rumeno sta affrontando ora.

Ma abbiamo la grande opportunità di bloccare tutto ciò. È prevista una consultazione pubblica prima che le negoziazioni abbiano inizio. Mancano pochi giorni alla fine. Usiamo questo tempo per contrastare un orientamento che mette i privilegi di investitori e multinazionali al primo posto. L’ultimo giorno della consultazione saremo presenti a Bruxelles e consegneremo tutte le vostre risposte alla Commissione!

Agisci ora per contrastare il nuovo contrattacco delle multinazionali

Dopo una crescita, in tutta Europa, della mobilitazione contro il TTIP e il CETA e contro il formarsi di un sistema legale parallelo cui le multinazionali e gli investitori possono ricorrere per citare in giudizio i governi, le multinazionali e gli investitori temono la nostra resistenza. Di recente circa 150.000 cittadini europei hanno partecipato a una consultazione pubblica per contrastare questi tribunali privati. Ed è per questa ragione che le grandi multinazionali stanno invertendo la tendenza e vogliono istituire su scala globale un sistema legale parallelo e ben strutturato… ma dandogli un nuovo nome. [3]

Questo sistema legale parallelo non ha niente a che vedere con le nostre corti tradizionali, basate su sistemi democratici. Il suo unico scopo è quello di sfidare qualsiasi legge ostacoli l’accumulo dei profitti da loro previsti. Proprio in questa ottica l’impresa mineraria non sta chiedendo al governo rumeno di sborsare 4 miliardi per sanare delle perdite di denaro, ma per i profitti che avrebbero guadagnato se il progetto fosse partito.

Se i governi inizieranno a temere di essere citati in giudizio, le loro decisioni verranno prese in modo certamente differente. Le richieste delle multinazionali avranno un peso diverso ed eserciteranno una forte pressione. Tutto questo avrà un costo – e a farne le spese saremmo non solo noi, i cittadini europei, ma anche la salute dell’ambiente.

Unisciti a milioni di cittadini europei nella fiera lotta a qualsiasi sistema di legge parallelo, funzionale a incrementare i privilegi delle multinazionali e degli investitori. Mentre la Commissione europea chiede il nostro parere attraverso la consultazione, noi possiamo intanto far valere la nostra voce. Fino al prossimo giovedì questa possibilità sarà aperta – unisciti al movimento. Firma!

Agisci ora per contrastare il nuovo contrattacco delle multinazionali

Determinati e forti,

Olga (Bologna), Martin (Berlino/Londra), Jörg (Lübeck), Mika (Bordeaux), Virginia (Madrid) e l’intera squadra di WeMove.EU

[1] https://corporateeurope.org/international-trade/2017/02/gold-digging-investor-state-lawsuits

[2] TTIP sta per Transatlantic Trade and Investment Partnership, un trattato di liberalizzazione commerciale transatlantico per modificare regolamentazioni e standard, abbattere dazi e dogane tra Europa e gli Stati Uniti. CETA sta per Comprehensive Economic and Trade Agreement, accordo economico e commerciale globale tra Unione europea e Canada.

[3] La chiamano Multilateral Investment Court, Corte Multilaterale sugli Investimenti – che in realtà non sono altro che tribunali speciali di negoziazioni tra UE ed altri paesi che spesso scatenano il rifiuto della popolazione. Sarebbe l’equivalente della Corte internazionale di giustizia, ma priva di qualsiasi forma di “giustizia” e molto distante dalle persone, vicina solo agli interessi di investitori e delle multinazionali. 

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