Bologna e la violenza dei renzoidi

Il simplicissimus

f87bb12144705e6e5383ae65906c86ba-kt9c-656x369corriere-web-nazionale_640x360Fanno benissimo gli studenti di Bologna, dopo le manifestazioni dei giorni scorsi, a chiedere l’allontanamento del rettore Ubertini: non tanto per aver chiamato la polizia a dare lezione ai cosiddetti facinorosi,  quanto per il fatto che egli rappresenta a pieno la mutazione renzusconiana della scuola, ovvero quella sedicente modernità da scopiazzatura di altri modelli che poi si traduce nella privatizzazione degli studi e nel contempo nel mantenimento di tutte le opacità baronal – politiche come residuo nazionale. Insomma come personaggio che incarna a pieno questi due capisaldi della contemporaneità didattica italiana. Il primo simbolizzato dai tornelli come controllo degli accessi, il secondo dalla “promozione” a professore emerito di un docente colto ad aver plagiato un libro, fatto che ha avuto un’eco mediatica disastrosa per la più antica università del mondo.

La stessa elezione a sorpresa due anni fa di Ubertini, appena 46 anni dunque il rettore più giovane sotto il premier più giovane…

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