Peltier. Che la notizia non si spenga – 

Il prossimo 6 febbraio saranno 41 anni. Avrà dormito, nella sua cella, Leonard Peltier nelle ultime notti del mandato di Obama? Sperava e noi – tra illusioni e disperazione – con lui. Qualcuno ha detto: forse l’aver appoggiato con uno scritto la lotta dei Sioux – “il più grande raduno del nostro popolo”, ha scritto lui nella lettera più recente che trovate qui sotto – contro l’oleodotto a Standing Rock non l’ha aiutato, forse doveva stare zitto. Non è stato zitto di Andrea De Lotto*

Il prossimo 6 febbraio saranno 41 anni,il prossimo 2 marzo saranno 15.000 giorni e notti.Di carcere.Dirigente dell’American Indian Movement (AIM), scrittore e poeta, Leonard Peltier si trova recluso dal 1976. Qui il suo arrestoPeltier ha 72 anni ed è malato.Avrà dormito le ultime notti del mandato di Obama?ha parlato, ma non con odio o rabbia, ma con fiducia e amore per il suo popolo e per l’umanità.Dando un segnale di vita, perchè è, nonostante tutto, vivo.Ora tocca a noi ancora una volta non lasciarlo solo, anzi.La salita si fa più impervia, bisogna scalare di marcia e andare avanti. Inventarsi qualcosa di nuovo, per far conoscere questa vergogna.Che Leonard Peltier non muoia in carcere.Forse a questo punto vale la pena che ci dirigiamo direttamente a chi davvero puo’ decidere della sua liberazione.Facciamo gli appelli non più al presidente degli Usa, facciamoli direttamente all’FBI.Qualche vecchio agente dell’FBI ultimamente si era espresso per la liberazione di Peltier, ma non è stato sufficiente.Ci sono state manifestazioni, presidi, incontri, in Germania, Spagna, Italia, naturalmente negli Usa. Non sono stati abbastanza.I media si sono mossi tardi come spesso accade.Bene, dobbiamo fare una cosa, difficile: che una notizia non si spenga.La settimana scorsa c’erano i riflettori puntati su chi avrebbe liberato il presidente Obama.Bene: manteniamo le luci accese su coloro che sono rimasti dentro.Ci sono state e ci saranno sempre di più manifestazioni contro questo nuovo presidente: che in tutte queste compaiano i nomi di questi uomini sepolti vivi. Che diventino i simboli.Ci siamo illusi che bastasse la “buona volontà” di un presidente, l’umanità o la vergogna.No, deve crescere l’indignazione.Grazie a tutti i mezzi di informazione piccoli (che ci hanno aiutato) e grandi (che ci aiuteranno).Che Leonard Peltier e Mumia Abu Jamal escano presto di galera.Che si ricominci a spingere, ancor più persone di prima, perchè questa porta si apra.Che la loro tortura finisca.* Comitato di solidarietà a Leonard Peltier di Barcellona

fonte: Pressenza LA LETTERA PIU’ RECENTE DI LEONARD PELTIER COLEMAN, FLORIDA –Dal carcere:Saluti miei cari,Eccoci di nuovo qui. Questa volta siamo nel 2016. E’ da più di 41 anni che io non cammino libero e posso vedere il sole sorgere e tramontare e sentire la terra sotto i miei piedi. Io so che ci sono stati più cambiamenti di quelli che mi posso immaginare, là fuori.Ma so anche che c’è una lotta che fa sì che questo Paese si stia muovendo verso una forma più sostenibile di vita. Questo è qualcosa che noi volevamo accadesse già negli anni ’70.Io osservo gli eventi di Standing Rock con orgoglio e dolore. Orgoglio che le nostre genti e i loro alleati si stanno alzando e mettendo le loro vite in gioco per le generazioni future, non perchè lo vogliano, ma perchè devono farlo. Hanno ragione a sollevarsi in modo pacifico. E’ il più grande raduno del nostro popolo nella storia e ci ha unito più di qualsiasi altra cosa come mai era avvenuto. Noi abbiamo bisogno del supporto reciproco nel fare questo cammino in questi tempi.L’acqua è vita e non possiamo abbandonare questa questione perchè la trattino i nostri nipoti e pronipoti quando le cose andranno avanti e la situazione della nostra natura sarà peggiore di come stia adesso.E la nostra MADRE TERRA sta già soffrendo.E sento dolore per coloro che proteggono l’acqua a Standing Rock perchè in questi ultimi giorni hanno ricevuto la più dura risposta dalle agenzie che impongono le leggi e le nostre genti stanno soffrendo.Finalmente stanno ricevendo l’attenzione dei media nazionali.La mia casa è IN NORTH DAKOTA. la gente di STANDING ROCK è la mia gente. toro seduto giace nella sua tomba lì. la mia casa a TURTLE MOUNTAIN è appena a poche ore a nord di STANDING ROCK, gusto a sud di MANITOBA, CANADA.Io non vedo casa mia da quando ero ragazzo, ma ho sempre la speranza di tornare là per il tempo che mi puo’ rimanere da vivere. E’ la terra di mio padre e mi piacerebbe poter vivere ancora lì. E lì morire.Ho diversi sentimenti quest’anno. L’ultima volta che mi sentii così era 16 anni fa, quando ebbi davvero una chance di essere libero. Non è un sentimento facile da definire. Qualcosa di agitato. E’ una cosa difficile  permettere alla speranza di insinuarsi nel mio cuore e nel mio spirito, qui in questo freddo edificio di cemento e acciaio.Da una parte avere speranza è un sentimento piacevole, meraviglioso, ma dall’altra parte puo’ essere crudele e amaro.Ma oggi scelgo la speranza.Io p

Segue: Peltier. Che la notizia non si spenga – Comune-info

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