Appunti sul Social-fascismo. La condivisione delle «idee senza parole» – Giap

di Alberto Prunetti * 0. Ieri: la lingua del duce Le retorica teatrale di Mussolini ̶ perentoria, decisionale, volontaristica, carica di iperboli e di allitterazioni  ̶ non doveva convincere ma sedurre: era magia fonetica priva di semantica. Il suo lessico era povero di elementi tecnici ma carico di velleità nominaliste che attingevano ora dal registro spiritualista («idea», «fede», «martirio», «comunione», «credere»), ora da quello militarista («combattere», «battaglia»), come dal volontarismo dell’azione («audacia», «dinamico», «formidabile», «osare»…). Quanto alla sua ironia, era una sarabanda fonetica che irrideva la vittime e strizzava l’occhio al carnefice: suffissi e postfissi, meta e –iolo, «ultrascemo» e «panciafichista»,

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