Devastare la Puglia. Due parole a Lino Banfi 

di Maria Rita D’Orsogna*, dorsogna.blogspot.com

Qui gli antefatti della questione Lino Banfi – Deposito Gpl – ManfredoniaQui l’Eni a ManfredoniaCaro Lino Banfi,sono appena tornata a casa, dopo il lavoro, dopo la palestra, e dopo un altro dibattito non proprio esaltante di questa deprimente saga Clinton-Trump. Vorrei solo mettermi a letto e leggere un libro, imparare una cosa nuova, pensare a cose belle, costruttive. E invece sono qui che le scrivo, perché non posso fare niente altro, anche se so che possibilità che lei legga quel che scrivo sono molto basse.Non sono nessuno, lo so. Ma qualcuno deve pur parlare. Sono stanca. Di una stanchezza antica, che nasce da quando più di nove anni fa mi dissero che l’Eni voleva trivellare l’Abruzzo. Sono quasi dieci anni, sa?Leggo le sue parole su Manfredonia, sulla costruzione di un impianto Gpl nella cittadina pugliese, e della sua *libera* scelta di fare pubblicità per la ditta Energas coinvolta in questo impianto.È Manfredonia ed è Lino Banfi, ma avrebbe potuto essere Jovanotti e l’Eni, Papaleo e la Basilicata, o Benigni e la costituzione italiana. Non sono importanti i dettagli. Sono importanti i protagonisti e le circostanze. Perché è sempre lo stesso il concetto: gente con potere, con immagine, che potrebbe fare del bene e che invece in qualche modo supporta lo status quo perché il proprio orto è più importante che il giardino della nazione.Dice Banfi sul tema dell’impianto a gas:“Su questo argomento non ho un’opinione precisa perché non me ne intendo. È pericoloso, è sicuro? Non lo so. Credo che come me la maggioranza dei cittadini non sappia esattamente quali sono i termini della questione ma capisco che quando ti dicono ‘distrugge l’ambiente’ ci rimani male, ti spaventi. In ogni caso col referendum di Manfredonia non c’entro nulla. Comunque penso che sia un bene che ci sia, così i cittadini di Manfredonia potranno esprimersi e decidere. Io faccio l’attore. Più di un anno fa ho firmato un contratto con Energas per quegli spot. Li ho girati otto mesi fa. Poteva essere Eni, Q8, Esso o chi volete voi: per me è lavoro, il mio lavoro. Però nessuno può mettere in discussione l’amore che ho per la mia Puglia e anche per Manfredonia (famosa oltretutto per il pesce freschissimo). Vi prego – conclude – non mi tirate dentro una polemica politica che non mi riguarda affatto. Grazie. Una parola è troppa e due sono poche”.Che tristezza leggere queste parole.In Italia nessuno c’entra mai nulla con niente. Posso dirlo? A me nessuno ha mai chiesto di fare pubblicità, ma quando mi dissero che arrivava l’Eni in Abruzzo a differenza di lei non mi sono detta “io con le trivelle di Ortona non c’entro nulla” o  “io con le trivelle di Ombrina non c’entro nulla”. Mi sono messa li a voler *capire* e a fare la mia parte. E ci sono voluta entrare perché la res publica è di tutti, anche mia e anche sua, a prescindere da dove viviamo e cosa facciamo per vivere.Nel mio caso vivevo in California, eppure non mi è mai passato per l’anticamera del cervello di dire che la “polemica” sul petrolio non mi riguardava o che “non ho un opinione precisa”. Ci ho perso del tempo e me la sono fatta questa opinione. Perché l’ambiente, il territorio, l’Abruzzo, la Puglia, l’Italia non sono concetti astratti che *qualcuno* difenderà. Sono concetti reali che tocca a noi tutti difendere. E chi più potere ha, di qualsiasi genere, più responsabilità ha.E lei? Lei non è la massaia di Manfredonia. Lei è una persona famosa. E in quanto tale ha un *dovere* etico, morale, civile, io credo, di usare quel che si è in modo costruttivo. Se lei dice una parola per difendere Manfredonia, la Puglia, o qualsiasi altro angolo d’Italia, il tutto rimbalzerebbe sulle cronache nazionali in un batter d’occhio. Proprio come è successo adesso. Solo che adesso invece che finire sulle stampa per cose costruttive, lei ci è finito per critiche più o meno inutili.Che significa “Io faccio l’attore”? Chi deve cambiare l’Italia? Chi deve proteggere l’ambiente? Chi deve dare l’esempio? Perché queste cose sono cosi lampanti ai miei occhi, e la maggior parte degli italiani famosi non riesce a capirlo? Anche io potevo dire: io faccio la professoressa universitaria negli Usa e chi si è visto si è visto. Il petrolio non era il mio lavoro. Eppure ho dato quello che potevo perché era giusto cosi.E lei? *Prima* di sottoscrivere pubblicità non le è venuto in mente di voler studiare esattamente cosa questa ditta faceva? Chi c’era dietro? Ma poi, caro Lino Banfi, quanti miliardi deve accumulare uno a ottant’anni? Quanti miliardi le servono ancora?  Possibile che uno ad ottant’anni non si renda conto che forse è meglio lasciare *altre* eredità?  Non materiali, ma civiche?Ed ecco qui una occasione per lei: perché non fa lo spot contro le trivelle in Puglia che lo scellerato governo di Renzi continua ad approvare? Sono anni e anni – appunto almeno nove per quello che mi riguarda – che se ne parla, e credo che le argomentazioni sono diffuse a sufficienza su

Segue: Devastare la Puglia. Due parole a Lino Banfi – Comune-info

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