Orwell gioca in borsa

Il simplicissimus

jaaaaaaadermond

Nell’agosto del 2007 l’indice S&P 500, quello che riporta l’andamento azionario delle 500 aziende america più capitalizzate, almeno secondo Standard e Poor’s, faceva segnare una media di 85 dollari per azione, cioè un valore 18,4 volte quello degli utili. La crisi si annunciava con questa falsificazione della realtà nella quale ormai consiste l’economia borsistica. Adesso va meglio? Per gli speculatori del mercato certamente si, perché oggi in presenza di una costante diminuzione degli utili e di un tendenziale o comunque un prevedile aumento dei tassi, quella cifra grottesca è passata dal 18 volte  a 24,3 volte. Si tratta di rapporti non dissimili da quando avviene in tutto l’occidente e che talvolta arriva al grottesco come quando, fino a due anni fa Montepaschi veniva trattata a valori oltre 200 volte superiori al prezzo delle proprie azioni.

Non è solo che scommettitori e giocatori non sanno alzarsi dal tavolo verde fino a che non succede…

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