“Siamo in guerra”. Ma che mi dici mai

il Simplicissimus

arton30706-42d75Mentre gli inglesi addestrano un nuovo gruppo di ribelli contro Assad e Dowing street ne dà la notizia ufficiale, mentre  gli jiahdisti che resistono ad Aleppo contro le regolari truppe siriane vengono riforniti di armi dall’Arabia Saudita, in Occidente l’opinione pubblica viene confusa e depistata verso la xenofobia generica e infantile della guerra di civiltà, l’unica che garantisca di nascondere dentro un contenitore oscuro le contraddizioni insensate e il caos creato dalla geopolitica del neo colonialismo. La difficoltà non consiste nell’ammettere la politica di rapina  che è sempre stata accettata e perseguita, ma nel giustificare le vittime innocenti che questo comporta beninteso nei Paesi dominanti – degli altri chissenefrega – e nell’armonizzare tutto questo con i topoi, gli archetipi del pensiero unico fondati sull’individualità e sul conflitto tra individui. Esiste il denaro, esistono vincenti -perdenti, secondo un darwinismo da balera, mentre tutto il resto, stati, religioni, classi, comunità, popoli e culture non sono…

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