Calais, abiezione di coscienza

Guerra e poveri cristi bombardati, respinti come sfollati, ricordiamo i genocidi precedenti ma si continua a generarne di nuovi e più abbietti, la storia non serve a capire.

Il simplicissimus

calaisAnna Lombroso per il Simplicissimus

Non si sa bene quanto siano: secondo la prefettura tra 800 e mille,  secondo le organizzazioni umanitarie 3.450, secondo la tv svizzera 5000, ammassati in un sito che è addirittura più precario, instabile, esposto alle intemperie, insicuro di uno slum, di una favela, di una bidonville.

Nelle nuove geografie della guerra di tutti contro tutti, il posto dove si sono radicati quelli che nessuno vuole, si chiama Giungla, e le loro tende sorgono nella terra dimentica dei Lumi, della Dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino, della Comune.

Da qualche giorno, secondo le regole di un pogrom non solo amministrativo, sono iniziate le anodine deportazioni, motivate da ragioni “igieniche” e di sicurezza e favorite dalla necessità di rassicurare la cittadinanza, che ha ingoiato senza batter ciglio il perenne stato  d’assedio di Hollande, pensato e realizzato per mettere al bando libertà e critica, e che accoglie…

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