L’Italia sta acquistando 90 caccia F-35

I caccia F-35 non sono gli unici ad essere stealth (furtivi), ossia capaci di sfuggire all’avvistamento. Tale capacità l’ha acquisita anche il governo Renzi. Si è impegnato lo scorso settembre, in base a una mozione Pd, a «riesaminare l’intero programma F-35 per chiarirne criticità e costi con l’obiettivo finale di dimezzare il budget» da 13 a 6,5 miliardi di euro, cifra con cui – si stima –si potrebbe acquistare, oltre ai 6 già comprati, una ventina di F-35. Contemporaneamente la ministra della difesa Pinotti si è esibita in una serie di manovre diversive: in marzo ha dichiarato che sugli F-35 «si può ridurre, si può rivedere», in luglio ha giurato che di fronte alle disfunzioni tecniche degli F-35 «l’Italia non acquisterà niente che non sia più che sicuro per i piloti», in ottobre ha annunciato «l’impegno per l’acquisto di altri due F-35».

QUANDO LA CORDA ALLA FINE SI SPEZZA (Antonio Padellaro).

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Picchiano gli unici onesti

Ai tempi di Scelba, quando la celere caricava (e ammazzava) i lavoratori in sciopero, i ruoli apparivano chiari: per il sindacato erano le manganellate del governo dei padroni e per i comunisti col pugno chiuso era quello lo sbocco dell’insanabile conflitto tra la classe proprietaria e il lavoro dipendente. Quando la polizia di Berlusconi fece del G8 di Genova una macelleria messicana, la sinistra all’opposizione spiegò che la destra al potere aveva in fondo mostrato la sua sostanziale natura fascista. Ma non è affatto nell’ordine delle cose che nell’autunno 2014, sotto il governo guidato da Matteo Renzi e dal Pd, gli operai delle acciaierie di Terni, colpiti da licenziamenti di massa e giunti in corteo pacifico a Roma, vengano picchiati a sangue dai reparti antisommossae ciò dopo altri pestaggi pretestuosi avvenuti in altre città.

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PKK Leader Öcalan: “Kobanê Is Everything To Us,” Warns Of End To Peace Process

The Rojava Report

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PKK and Kurdish popular leader Abdullah Öcalan has warned his brother Mehmet that “JİTEM (an illegal paramilitary organization with longstanding connections to the Turkish military and state) was attempting to destroy the [peace] process “ during a visit at his prison on Imralı island – says an article written by Sadık Topalğlu for DİHA and carried in Özgür Gündem.

Öcalan added that “if JİTEM is not thwarted and once again put out of commission then this process would not go on.” Öcalan also spoke on the attacks on Kobanê and the subsequent uprisings in North Kurdistan, saying “Kurds should rise up everywhere against these policies.They should show great resistance to ISIS. If they do not do this today, tomorrow might be too late.”

Abdullah Öcalan’s brother Mehmet explained to DİHA that he spoke with the Kurdish leader as part of a 45 minute family visit earlier this week. He gave…

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Dal Muos all’industria degli armamenti, una riflessione

Intervista con il generale Fabio Mini a proposito delle basi militari Usa in Italia, la potenza cinese e il potere dei conglomerati industriali degli armamenti Carlo Cefaloni Fonte: CittàNuova - 03 giugno 2014 L’installazione a Niscemi, in provincia di Caltanissetta, del M.U.O.S. (Mobile User Objective System) è destinata a creare notizia, secondo le leggi prevalenti dell’informazione, solo con … Continua a leggere Dal Muos all’industria degli armamenti, una riflessione

Ucciso Remi Fraisse: uno di noi.

Polvere da sparo

Sarebbe stato ucciso da una granata assordante,
Rémi, 21 anni, uno di noi. Previste per oggi manifestazioni in tutta la Francia, mentre nel pomeriggio si avranno notizie più approfondite sulla causa della morte, già così palesemente chiara.

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Durante la notte di domenica 26 ottobre Remi Fraisse, giovane studente di Tolosa di 21 anni, è morto durante gli scontri con la polizia a Testet, nei pressi del cantiere dove le autorità francesi vogliono costruire la mega- diga di Siviens.

Questa grande opera da 1,3 milioni di metri cubi d’acqua sarà un affare per le grandi aziende d’agricoltura industriale (a discapito dei piccoli contadini) e comporterà la distruzione di tutto quel territorio che ospita molte specie protette di animali.

La ZAD (zona a defendre-zona da difendere) durante l’estate era stata più volte attaccata dalla polizia e sabato migliaia di persone avevano risposto all’appello di manifestazione in difesa del territorio e contro le…

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Israeli drone conference features weapons used to kill Gaza’s children

Dispatches from the Underclass

Less than one month after killing more than 2,100 Palestinians in Gaza, including over 500 children, Israel is hosting its annual drone conference.

Organized in partnership with the US embassy in Tel Aviv, “Israel Unmanned Systems 2014” offers Israeli military firms an opportunity to flaunt the performance of their products, many of which were tested on Palestinians in the besieged Gaza Strip this summer.

Palestine has long served as a laboratory for Israel’s ballooning “homeland security” industry to test and perfect weapons of domination and control, with disenfranchised and stateless Palestinians serving as their lab rats.

Speaking to the German magazine Der Spiegel last month, Avner Benzaken, head of the Israeli army’s “technology and logistics” division — a unit “comprised largely of academics who also happen to be officers” — explained the benefits of this occupation.

“If I develop a product and want to test it in the…

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Utopia e realismo: i miraggi prima del diluvio

Il simplicissimus

Utopia 2Chi legge questo blog sa come spesso si sia sempre spezzata una lancia in favore dell’utopia quale fattore essenziale di evoluzione politica e sociale, come lievito necessario ad esse  E’ una posizione difficile di fronte al dilagare del più vuoto pragmatismo che costituisce appunto una rinuncia radicale al futuro collettivo per lasciare spazio ai “sogni” individuali che snella quasi totalità sono soltanto illusioni. E tuttavia in un momento di imponenti trasformazioni che mettono insieme sia lo sgangherato tentativo degli Usa e dei loro ascari europei di conservare l’egemonia mondiale, sia il contemporaneo tentativo neo liberista di servirsi  di un’idea riduttiva di libertà e di democrazia per giungere a una nuova schiavitù, il realismo finisce per diventare esso stesso un’utopia negativa.

E’ in nome di questo realismo che la socialdemocrazia europea e gran parte della stessa sinistra ha fatto bancarotta di idee, pensando che nel mondo del pensiero unico vincente, l’unica strada possibile fosse quella di contenere gli…

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