ziotom@governo.it  (Marco Travaglio).

Triskel182

Tiziano ACT

Cari fans, come ho detto nel videomessaggio di venerdì ai sindacati, noi non siamo interessati a uno scontro ideologico sul passato, perché non ci preoccupiamo della Thatcher, ma di Marta e di Giuseppe. L’articolo 18 garantisce lavoro a chi già ce l’ha e non a chi non ce l’ha, creando cittadini di serie A e cittadini di serie B. Per colmare questa diseguaglianza inaccettabile, noi potremmo fare qualcosa per garantire il lavoro anche a chi non ce l’ha, ma sarebbe banale. Perciò preferiamo battere la strada più originale e innovativa: garantire a chi ha un lavoro la certezza di perderlo quanto prima, anche senza giusta causa. Del resto, chi siamo noi per giudicare sulla giustezza di un licenziamento? Mica possiamo costringere un datore di lavoro a tenersi un lavoratore che gli sta sul hazzo. Se gli sta sul hazzo, come giusta causa mi pare sufficiente.

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IL SALVAVITA DELL’ARTICOLO 18 (Salvatore Cannavò).

Triskel182

Circo Massimo

LICENZIATI SENZA GIUSTA CAUSA E REINTEGRATI, ECCO LE STORIE DI CHI HA PORTATO L’AZIENDA IN TRIBUNALE.

Quando c’era l’articolo 18 poteva capitare di essere licenziati per il solo fatto di andarsi a sposare. Oppure, che una volta licenziato un lavoratore, la ditta ne assumesse altri, facendoli lavorare 12-13 ore al giorno. A quel tempo, molto spesso il giudice reintegrava il dipendente. Con le “riforme di Renzi” questo non accadrà più. Le storie di coloro che hanno utilizzato l’articolo 18 per difendere il proprio posto di lavoro si possono leggere nelle sentenze dei Tribunali del lavoro. Sono episodi di vita quotidiana nota a chiunque abbia davvero lavorato (e non è certo il caso del premier).  Quel matrimonio  non s’ha da fare  Si prenda, ad esempio, il ricorso presentato a Mantova dopo l’approvazione della nuova legge Fornero (luglio 2012). La lavoratrice affigge le pubblicazioni di matrimonio a marzo del…

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Lettera a un premier mai nato

Il simplicissimus

images (1)Anna Lombroso per il Simplicissimus

Egregio signor Renzi, tutto in lei mi fa supporre che sia stato un alunno che si salvava con acrobazie da guaglioncello furbo, buggerando i professori con quella sua loquacità supponente e al tempo stesso letargica, con le sue gabole burbanzose  infarcite da due o tre nozioni apprese la sera prima sul Bignami, magari anche grazie a qualche raccomandazione, come in fondo continua a fare anche ora, che, si sa, gli esami perfino per lei non finiscono mai.

Lo sospetto perché è evidente che a lei mancano le basi di quell’edificio di conoscenze, sapere e apprendimento che fa da sostegno alla ragione, al pensiero e alle decisioni. E che per lei altro non è che un  molesto retaggio del passato, caro a pedanti sapientoni, a frequentatori di convegni, a togati professoroni, insomma a quel target di gente inutile che con il sentenziare cerca di fermare il…

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Podcast: ‘Urban Shield’ & the Ramping Up of Police Militarization in the United States

Dispatches from the Underclass

On this week’s episode of Unauthorized Disclosure Kevin Gozstola and I speak with Shane Bauer, a reporter with Mother Jones, about Urban Shield, an annual police gathering that epitomizes the militarization of US law enforcement. (Download the episode here or subscribe for free on iTunes here)

More about the episode from Kevin:

One week ago, Alameda County in California hosted an annual major police gathering supported by corporations and law enforcement and security agencies from the local, state and federal level. Corporations displayed their military-grade equipment available for police departments to purchase, and training exercises or competitions played out in the San Francisco Bay Area. Anyone observing the gathering called “Urban Shield” could see clearly how police militarization has been ramping up in recent years.

The annual police gathering took on additional significance in the aftermath of what happened in Ferguson, Missouri, with police deploying military-grade equipment against a community of…

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Per Renzi brutte notizie dalla Germania

Il simplicissimus

RenziBrutte notizie per Matteo Renzi e per il sistema politico italiano. Oltre a scontare una crisi che precipita sempre di più, vedono tramontare  le speranze in qualche strizzata d’occhio di Bruxelles, la possibile offerta di paglia per tenere acceso il falò delle vanità politiche. Non è soltanto la nuova struttura e la nuova composizione della commissione Ue a decretarlo: le elezioni regionali appena svoltesi in Turingia e Brandeburgo non lasciano scampo perché il successo strepitoso del partito antieuro in entrambi i Lander rendono difficile per la Merkel gestire eventuali deroghe ai trattati o lasciar passare operazioni non convenzionali di Draghi.

E’ vero che la Cdu della cancelliera ha fatto il pieno, ma il 32-33% di consensi grazie alla scomparsa dei liberali, ma non può compensare un quadro politico in grande fermento. Intanto il calo o il crollo per quanto riguarda la Turingia dei socialdemocratici, il fatto che solo in minima parte la flessione sia stata intercettata dalla…

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Israeli officer admits ordering lethal strike on own soldier during Gaza massacre

Dispatches from the Underclass

The civilian population in Gaza is “a partner of terror” that “gets what they choose,” the top commander of the Israeli army’s Givati Brigade told the Israeli press recently, after orchestrating some of the deadliest episodes of butchery visited upon the Gaza Strip this summer.

Colonel Ofer Winter also admitted to ordering the mass-bombardment of an area where an Israeli soldier was know to be in order to prevent his capture alive by Palestinian resistance fighters — an army policy known as the Hannibal Directive.

These are just two of the many incriminating comments made by Winter in a lengthy and candid interview published in a paper-only edition of the Hebrew-language Israeli newspaper Yediot Ahronot on 15 August.

The interview took place near the end of Israel’s 51-day bombing campaign which killed more than 2,100 people in Gaza, the vast majority of them civilians — including more than 500 children…

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L’Italia in guerra: aumenta la spesa militare

Il governo Renzi, scavalcando il Parlamento ma di sicuro in accordo col Presidente della Repubblica, si è solennemente impegnato al Summit Nato nel Galles ad aumentare la spesa militare italiana. La Dichiarazione finale del Summit – articolata in 113 punti redatti a Washington dopo aver consultato al massimo i principali alleati (Gran Bretagna, Germania, Francia) … Continua a leggere L’Italia in guerra: aumenta la spesa militare

Quei 625 posti di blocco dove son partiti “colpi accidentali”

Polvere da sparo

IL Corriere della Sera ha il coraggio di parlare di “Tragedia”: parola aulica non certo adatta a descrivere un assassinio.

Un ragazzo di 17 anni ucciso da un colpo di pistola di un carabiniere non è una tragedia.
Un ragazzo di 17 anni che sfreccia su un motorino e non si ferma all’alt, se poi muore ammazzato non è una tragedia.
Un motorino con tre persone a bordo, di cui una muore ammazzata, non è una tragedia.

Era una tragedia se si schiantavano su un muro,
era una tragedia se li prendeva in pieno un Tir:
invece è stato ammazzato da un colpo di pistola, già una volta fermato il motorino dopo una caduta su un’aiuola.
E allora, cari fottuti giornalisti:
non è una tragedia ma un omicidio.

Perchè non è uno ma sono più di 620, e sono tutti uccisi dalla stessa legge,
tutti ammazzati dal piombo di Stato…

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Morti sul lavoro, la mattanza che non si arresta

O capitano! Mio capitano!...

42as

di Carlo Soricelli

Nei primi 8 mesi del 2014 sono morti sui luoghi di lavoro 423 lavoratori, tutti documentati in appositi file. Se si aggiungono i morti sulle strade e in itinere si superano i 900 morti. L’aumento dei morti sui luoghi di lavoro rispetto ai primi 8 mesi del 2013 è del 7,6%. La cosa che sgomenta di più è che parlano sempre di cali incredibili tutti gli anni, mentre non è affatto vero, se si prendono in considerazione tutte le morti sul lavoro che ricordiamo ancora una volta non sono solo quelle monitorate dal’INAIL istituto dello Stato che registra solo i propri assicurati, e in tantissimi non lo sono. Praticamente nonostante l’opinione pubblica pensi il contrario a causa della propaganda, anche governativa di chi si è succeduto nel corso di questi anni, i morti sul lavoro non sono mai calati, e questo nonostante si siano persi  per la crisi…

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