L’uso politico della storia e il revisionismo dal volto umano: in attesa dell’ennesima giornata del ricordo a senso unico

STORIE DIMENTICATE

Da diversi anni le campagne politiche volte a rileggere alcuni fenomeni della storia del Novecento hanno perso di veemenza. Da una fase di attacco a tutto campo della lettura “resistenziale” di determinati episodi della storia nazionale, si è passati ad una più efficace guerra di logoramento ideologico. Siamo passati dalle sbraitate storaciane contro i testi scolastici filo-comunisti al tentativo culturale di Romanzo Criminale o di Benigni nell’apologia del sano nazionalismo o dell’esaltazione della violenza criminale opposta a quella politica. Insomma, se la guerra ideologica contro ogni ipotesi di cambiamento politico reale continua, cambiano gli strumenti utilizzati, adeguati alle diverse fasi politiche e ai differenti contesti culturali di volta in volta presenti.

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Russia Warns West Not To Encourage Ukrainian Violence

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Antiwar literary and philosophical selections

Stop NATO
January 25, 2014

1) Moscow urges West not to encourage Ukrainian militants’ actions
2) Lavrov criticizes Europeans for inappropriate reaction to events in Ukraine
3) Protesters piling up firearms at Kyiv City Administration building – Ukrainian interior minister
4) Protesters blockade Ukraine’s Energy Ministry
5) Buildings of four regional state administrations remain seized in Ukraine
6) Crimean parliament urges Yanukovych to declare state of emergency
7) Lawmakers from ruling party banned from travel to U.S.
8) Policeman shot dead in Kyiv, another policeman sustains knife wound – Ukrainian interior ministry

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1)

Itar-Tass
January 25, 2014

Moscow urges West not to encourage Ukrainian militants’ actions

Russian Foreign Minister Sergei Lavrov said in a televised interview on Russian television.It is very important that there must be no calls from outside that the opposition and particularly actively operating militants take as encouragement allegedly to act relying on the European community’s…

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Interview: Ukraine: The authorities vs gangsters

Ucraina, Kiev, NATO

Antiwar literary and philosophical selections

Voice of Russia
January 27, 2014

 

Ukraine: the authorities vs gangsters – Rick Rozoff

John Robles

 

Ukraine: the authorities vs gangsters – Rick Rozoff

Photo: Golos Stolitsy

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The situation in Ukraine is a fluid one and changing by the hour. Although it had appeared that there was a resolution to the protests that had broken out after the government of Ukraine had made the sovereign decision of sticking with Russia and saying no to closer European Union integration, excessive violence from the western backed opposition has spread like a wave throughout the country. The so called Ukrainian “opposition” now resembles something more akin to armed insurgents in Syria involved in a coup d’état than opposition protestors. The situation in Ukraine once again underlines US hypocrisy. The US, which prides itself on protecting its police, supports an “opposition” which is threatening, attacking, kidnapping and setting young police officers on fire. The scene currently…

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Yo decido. L’aborto in Spagna riguarda tutte

O capitano! Mio capitano!...

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1 febbraio, donne spagnole a Madrid sostenute da manifestazioni europee. E’ la campagna «Porque yo decido» per il diritto al’aborto 

di Marina Zenobio 

1 febbraio 2014: da Madrid a Roma, Milano, Firenze, Siena, Pistoia, Reggio Calabria, Cosenza passando per Tolosa, Marsiglia, Bruxelles, Londra, Budapest, Lubjana… la marcia delle donne europee a fianco delle sorelle spagnole e per la difesa del diritto di abortire

Comincia a prendere forma la solidarietà delle donne europee nei confronti delle sorelle spagnole in lotta contro la proposta di legge Gallardón che praticamente “garrota” la legge sull’aborto introdotta nel 2010 dal governo Zapatero. 

Il 1 febbraio le donne spagnole si concentreranno a Madrid per consegnare al Parlamento l’appello/documento “Porque yo decido” con il quale esigono il ritiro della proposta di legge Gallardón. Il testo dell’appello è stato tradotto in sette lingue, rimbalzato sui social network di mezzo mondo ha fatto diventare la data del 1…

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UN LUNGO GIORNO DI (STRA)ORDINARIA TASSAZIONE (Stefano Benni).

l’unica risposta è quella che diede Benigni e Troisi nella vita è bella, al gabelliere fissato e insistente

Triskel182

TaresVIAGGIO TRAGICOMICO DEL SIGNOR TARQUINIO PER PAGARE I BALZELLI PUBBLICI. UNO SFORZO SOVRUMANO NELLA CALCA RIBOLLENTE DI UN’UMANITÀ IN FILA DAVANTI ALLA SORTE DOMINATA DALLA BUROCRAZIA. DOVE AL CITTADINO TARTASSATO È RICHIESTA COSCIENZA CIVICA PER AIUTARE LO STATO, SENZA CEDERE A LAMENTI E IMPROPERI.

Tarquinio stava aprendo la porta per uscire. La moglie Teresa e i due figli lo guardavano, con le lacrime agli occhi. Portava con sé una valigia, uno zaino, un sacco a pelo, un fornelletto a gas. Anche lui non riuscì a trattenere il pianto.

Vai caro, non voltarti indietro – disse lei.

Sì – disse Tarquinio – ce la farò.  

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Servizio pubblico del 23/01/2014 – forza Italicum – la puntata.

Triskel182

Santoro

Da una parte la necessità di riforme vere e non solo promesse, dall’altra l’essere costretti a farle allargando il confronto a tutte le forze in campo. Forza Italia compresa.
Il gioco vale candela? Stringere il patto col cavaliere (cui nessuno ha ancora tolto il titolo) condannato per frode fiscale e nuovamente sotto processo per corruzione dei testimoni, con Verdini, sperando di riuscire ad arrivare finalmente ad una nuova legge elettorale.
Forza Ialicum, si augurava Santoro nella copertina della puntata di ieri.
A patto che si riescano a dinstinguere gli ingredienti di questa nuova ricetta elettorale, ovvero poter scegliere i nominati perché la promessa delle primarie non basta.

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Una mattina mi sono svegliato e ho trovato il rottamator

in qualunque paese normale ci saremmo ribellati a questo status di inciucio continuo e corruzione, mantenere la casta politica e l’ampia coorte di vassalli che si nutre insieme ai loro padroni, delle miriadi di gabelle imposte al popolo. Individui senza arte ne parte, che nutrono da parassiti i loro grassi ventri senza nessuna aspirazione di amministrare al meglio il bene comune, ma di sfruttarlo per i propri interessi

Il simplicissimus

imagesSiamo la Repubblica degli alibi che sono ancor peggio delle banane. Un Paese delle chiacchiere nel quale i potentati non berlusconiani che hanno puntato sul cavallo Renzi per i loro interessi generali e specifici, tentano di far passare una strana tesi: essere contro il sindaco di Firenze, significa rischiare di far perdere ancora una volta la sinistra. Ma dai, non siamo ancora a carnevale: è del tutto evidente che vincere passando dalla parte del nemico è solo una presa in giro, un giochetto nominalistico nel migliore dei casi e può avere un qualche ha interesse solo per quelli che di politica direttamente o indirettamente ci campano. Dacci oggi il pane quotidiano e così sia. La stessa parola sinistra è ormai pronunciata come un intercalare di comodo che non significa più nulla, solo un pretesto per potersi guardare in faccia mentre si compiono i massacri sociali dettati dal liberismo.

Renzi, l’uomo…

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Il derby Ferrara-Riina (Marco Travaglio).

Io sto con Di Matteo

Triskel182

MannelliGiuliano Ferrara è preoccupato. Anzi, furibondo. L’ira funesta di Totò Riina contro Nino Di Matteo che continua a indagare sulle trattative e gli altri retroscena delle stragi del 1992-’93, è pari all’ira funesta di Ferrara contro Riina. O meglio: contro il suo compagno di ora d’aria, il boss pugliese Alberto Lorusso, che l’ha fatto parlare. O meglio: contro chi l’ha mandato a parlare con Riina. O meglio: contro il pm Nino Di Matteo che li ha intercettati. Anzi, diciamola tutta: Ferrara è furibondo per quel che dice Riina. Nel giornalismo all’italiana, i fatti vanno aboliti per non disturbare le opinioni.

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Nomine, Renzi benedice l’indagato Scaroni (Stefano Feltri).

Triskel182

ScaroniGUERRA DI POLTRONE

IL MANAGER DELL’ENI SOTTO ACCUSA PER CORRUZIONE INTERNAZIONALE SI SENTE SICURO DELLA CONFERMA DOPO L’INTESA ESIBITA IN TV COL SEGRETARIO PD.

L’occasione è quasi ufficiale, il salotto di Porta a Porta di Bruno Vespa, la sintonia è così totale che sembra una promessa di riconferma: Matteo Renzi, segretario del Pd, e Paolo Scaroni, amministratore delegato dell’Eni che a maggio spera di ottenere un quarto mandato alla guida dell’azienda nonostante sia sotto inchiesta dalla Procura di Milano per corruzione internazionale. Uno suggerisce, l’altro completa, il dissenso, effimero, è solo lo spunto per chiarire dettagli. 

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Matteo, monologo catodico: il nulla (ma detto bene) (Andrea Scanzi).

renzi, niente di nuovo sotto questo cielo grigio, si spaccia per nuovo quello che nuovo non è,

Triskel182

RenziOccupy tv Ritorno al passato.

Sta sempre in tivù, e fa bene. C’è da capirlo. È l’uomo del momento, quasi tutti i giornalisti fanno a gara a chi lo celebra di più. Matteo Renzi sa usare il piccolo schermo e non ignora che i suoi apostoli non siano altrettanto capaci. Maria Elena Boschi, la Karina Huff di Jerry Calà Renzi, ha candidamente ammesso a Ballarò che le mancate preferenze del “Verdinum” sono una concessione al maestro Berlusconi (“C’è un veto di Forza Italia, convincetelo voi”). Una titanica Simona Bonafè, a Piazzapulita, ha rivelato che i renziani votarono contro la mozione Giachetti (che lei stessa aveva firmato) “per agevolare le riforme con Berlusconi”.

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