Nucleare. La propaganda e la realtà

Prendi il documento completo (6 pagine) .zip

Introduzione

Fin dai primi giorni di governo, il presidente Berlusconi ha annunciato la decisione di procedere in tempi rapidi alla realizzazione di un programma nucleare, per porre rimedio al danno che il referendum effettuato all’indomani dell’incidente di Chernobyl – governato dall’emotività strumentalizzata dagli ecologisti – ha apportato alle famiglie e alle imprese italiane.
Questa posizione era stata espressa da tempo e si basa sull’affermazione che quella scelta “sciagurata” ha condannato l’Italia – unico tra i paesi industrialmente avanzati – ad una massiccia dipendenza dalle importazioni di petrolio e di gas, privando il Paese di una fonte energetica abbondante, pulita e a basso costo.
Ma, al di là della enunciazione del premier e dei suoi ministri, va detto che questa posizione, da alcuni anni a questa parte,  è divenuta un “recitativo” sempre più insistito nella informazione giornalistica a proposito di energia, tanto da essere ormai considerata vera.
Al contrario, si tratta di affermazioni che la documentazione internazionale – ampiamente disponibile – semplicemente smentisce.
Sinora la posizione del governo è stata contrastata con poco vigore e un po’ di supponenza e frattanto il governo procede negli adempimenti preliminari per la realizzazione del programma nucleare annunciato. Ci sembra dunque tempo di affrontare con chiarezza nel merito queste motivazioni.
La situazione è oggi più difficile di come si presentava all’epoca del referendum dell’87: il cambiamento climatico in atto richiede di procedere in tempi rapidi ad una drastica riduzione dell’impiego di combustibili fossili e questo richiede anche la geopolitica sanguinosa del petrolio e la crescita accelerata della domanda di energia da parte dei Paesi in rapido sviluppo economico.
Ma la condizione attuale dell’energia nucleare – dal punto di vista della disponibilità del combustibile, dei problemi di impatto sanitario ed ambientale, del costo di produzione del ciclo nucleare (dall’estrazione del minerale, alla produzione di energia elettrica, al trattamento del combustibile irraggiato e allo smantellamento degli impianti), dei rischi di proliferazione militare e del terrorismo – questa situazione indica che al ricorso all’energia nucleare sia da preferirsi l’impiego ed il potenziamento delle nuove fonti energetiche, pulite e rinnovabili, e soprattutto le concrete possibilità di uso più efficiente dell’energia, ma anche di vero e proprio risparmio energetico.
E’ questa, nei fatti, la scelta effettuata da tutti i paesi più industrializzati.
La propaganda governativa e dei mass media e l’assenza di un’opinione pubblica autonoma e informata possono giocare un ruolo determinante, dato che le forme odierne del discorso scientifico e pubblico non sono all’altezza di simili valutazioni. Così, per scelta politica, si possono sottostimare volutamente i pericoli nucleari mettendo in ombra rimedi a portata di mano.
E così, nell’opinione pubblica, la paura del declino e della rinuncia ai consumi mette in secondo piano rischi imponderabili, che riguardano però tempi remoti o basse probabilità di occorrenza: la questione della sicurezza, infatti, può arrivare ad essere rimossa se non si mettono in evidenza contemporaneamente alternative non pericolose, plausibili, realizzabili già oggi, che prefigurano una organizzazione sociale desiderabile.
Proprio per questo l’accesso e la completezza dell’informazione diventano indispensabili all’esercizio della democrazia.

[Omissis]
Innanzi tutto, qualche parola sull’ “originalità” della scelta italiana, guidata dall’emotività.
[Omissis]
L’energia nucleare non è abbondante.

[Omissis]
L’energia nucleare non è pulita.

[Omissis]
Ma quale è il costo del kWh nucleare?

[Omissis]

Generazione quarta o…terza o…più probabilmente rivisitazione della seconda?

[Omissis]
“Non esiste oggi ciclo del combustibile nucleare che non sia intrinsecamente proliferante”.
[Omissis]
Allora? Che cosa fare?

[Omissis]
Si tratta di prospettive velleitarie?

[Omissis]

Ma allora quali sono le motivazioni “vere” di Berlusconi?

[Omissis]
Ma c’è il tempo per realizzare l’alternativa?
[Omissis]
Gennaio 2009

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...