DOSSIER SUI MOVIMENTI fascisti

Qui sotto trovate un opuscolo pubblicato dall’Assemblea Antifascista Permanente di Bologna sui movimenti neofascisti e neonazisti. Gli approfondimenti spiegano le origini e la composizione delle associazioni fasciste, focalizzandosi poi sul territorio bolognese.
IMPORTANTE!!! In allegato trovate il pdf di questo documento con la mappa dei luoghi di ritrovo fascisti a Bologna……

Indice:
1)Chi è Forza Nuova [1.1 Chi è Roberto Fiore; 1.2 Forza Nuova a Bologna]
2)Casa Pound [1.1 Casa Pound a Bologna]
3)Associazione Edera
4)Presentazione Assemblea Antifascista e intenti opuscolo.

1) FORZA NUOVA
Forza Nuova s’ispira apertamente all’ultra cattolica e antisemita Guardia di Ferro, formazione fascista rumena degli anni Trenta
guidata da C. Codreanu; da qui anche la scelta simbolica della data della sua fondazione: il 29 settembre [1997, ndR] ossia il giorno in
cui la cristianità celebra San Michele Arcangelo, patrono -guarda caso- della stessa Guardia di Ferro che assunse anche il nome di
Legione dell’Arcangelo Michele.[…]
Il riferimento alla Guardia di Ferro non è solo culturale, ma anche organizzativo, in quanto l’idea stessa di strutturazione in piccoli
nuclei di 3-4 elementi è direttamente mutuata da tale esperienza, così come la loro definizione Cuib, da “nido” in rumeno, peraltro già
adottata da Terza Posizione2. L’eredità teorica di Terza Posizione raccolta da FN –tramite Roberto Fiore- è infatti consistente e non
casualmente durante le manifestazioni forzanoviste ricorre lo slogan: né fronte rosso, né reazione, Forza Nuova per la terza
posizione3.[…]
In ambito sociale, FN propone il ritorno al corporativismo fascista, ossia alla cooperazione interclassista tra lavoratori e imprenditori
(si legga tra sfruttati e sfruttatori), nel rispetto però della gerarchia e nell’esaltazione del lavoro al servizio degli interessi superiori della
nazione.
Nel solco del più oscuro tradizionalismo cattolico, FN pone al primo punto del suo programma la difesa della famiglia contro tutti i
tentativi di riconoscimento delle coppie di fatto e l’abrogazione delle leggi inerenti il diritto all’interruzione di gravidanza, oltre al ripristino
del Concordato tra Stato e Chiesa firmato da Mussolini nel 1929.[…] Sul piano internazionale FN risulta collegata alla rete International
Third Position e vanta camerateschi rapporti con altre formazioni europee analoghe, in particolare con il NPD tedesco e la Falange
spagnola.
I dirigenti di FN e centinaia di suoi militanti sono attualmente inquisiti per ricostituzione del partito fascista, istigazione all’odio razziale
ed aggressioni, per questo proclamandosi vittime politiche reclamano l’abolizione della legge Scelba e del decreto Mancino.
CHI E’ ROBERTO FIORE
Forza Nuova nasce come area politica all’interno del MSI raccolta intorno alla pubblicazione “foglio di lotta”, verranno poi espulsi.
Fondatori di FN sono Roberto Fiore e Massimo Morsello, neofascisti condannati nel 1985 per associazione sovversiva, banda
armata e rapina per la strage alla stazione di Bologna.
Fiore, segretario di FN, è stato, inoltre, tra i fondatori di Terza Posizione, braccio politico dei NAR di Valerio Fioravanti, ancora una volta
gruppi di estrema destra protagonisti della “strategia della tensione”
I due, prima della condanna del 1985, riescono a fuggire in Gran Bretagna con la cassa di Terza Posizione. In cambio della
collaborazione con i servizi segreti britannici MI6 gli viene assicurata “una latitanza dorata” – le autorità inglesi non concederanno mai
l’estradizione.
Una volta in Gran Bretagna Fiore costruisce un vero e proprio impero economico e fonda International Third Position (ITP). Meeting
Point e Easy London sono il cuore di questo impero economico. La prima è una holding finanziaria che vanta proprietà immobiliari,
ristoranti, negozi di prodotti italiani, case discografiche e scuole di lingua. La seconda usa come copertura un’agenzia di viaggiostudio-
lavoro a Londra. Il dato inquietante è il viaggio di ritorno di questi capitali: La “Meeting Point” ha finanziato una serie di camerati
italiani in difficoltà. Su tutti spicca il nome di Franco Freda (coinvolto nelle indagini sulla strage di P.zza Fontana). Fiore e Morsello
rientrano indisturbati in Italia nel marzo del ’99 (Morsello per problemi di salute e Fiore perchè il reato è andato in prescrizione). Si
ritrovano ora in FN insieme ad altre figure del neonazismo italiano, che in pochi anni, grazie all’impero economico di Fiore, si espande.
A BOLOGNA
La recente, violentissima aggressione neofascista in Piazza della Mercanzia ha visto come protagonista Luigi Guerzoni, responsabile
provinciale giovanile di Forza Nuova e cantante della band dei “Legittima offesa” (celebre per la canzone “Botte a tutti… / botte a quei
conigli di merda… / botte a tutti i fricchettoni…”). Non era però la prima volta che militanti di Forza Nuova si distinguevano per azioni
squadriste, ronde, pestaggi, intimidazioni. Numerosi episodi sono loro ascrivibili solo con buona probabilità, ma in vari casi sono stati
riconosciuti o nominati dalle cronache locali. Ne ricordiamo alcuni:
Il 23 gennaio 2006 due ragazzi vengono aggrediti con calci e pugni da alcuni energumeni di FN. I due stavano passeggiando in via
Indipendenza e, giunti davanti a un banchetto dell’estrema destra all’angolo con via Montegrappa, vengono affrontati da alcuni
forzanovisti che intimano a uno dei due di levarsi la spilla con la svastica sbarrata, un simbolo antinazista. Prognosi di dieci giorni.
– Nella notte tra 30 giugno e 1 luglio 2006, approfittando dei festeggiamenti per la vittoria ai mondiali di calcio, una decina di
forzanovisti pestano due ragazzi con bottiglie e cinture in Piazza Maggiore.
– Il 5 maggio 2007 in Piazza della Mercanzia 2/A presso il “Caffé della Mercanzia” i “Legittima Offesa” tengono un concerto: militanti
di FN pattugliano la zona con varie provocazioni e intimidazioni.
Intanto, nella primavera 2007 Forza Nuova cerca legittimità e consenso sociale associandosi alla battaglia contro il progetto di edificare una moschea nella prima periferia di Bologna. Fa banchetti d’ispirazione xenofoba in varie parti della città e raccoglie qualche approvazione. Sfila anche in corteo il 21 Giugno. Migliaia di antifascisti scendono in piazza ribadendo un netto rifiuto a intolleranza, xenofobia e omofobia. Un’ottantina di neofascisti – di cui metà giunti da fuori –percorre solo un centinaio di metri, protetti da un’ingente schieramento di forze dell’ordine. Dopo il minicorteo, alcuni forzanovisti circondano e insultano una coppia omosessuale. Tuttavia, tra interviste e polemiche, sui giornali FN acquista un minimo di credito. Ma il 25 settembre 2007 il gruppo riminese di FN viene arrestato mentre sta per compiere un’aggressione squadrista al centro sociale Paz. Violazione della legge antiterrorismo, sequestro di persona, possesso di armi e materiale inneggiante al Terzo Reich: sono queste solo alcune delle accuse che coinvolgono undici tra simpatizzanti e membri di FN di Rimini, fra cui un dirigente provinciale. A Bologna, il 27 settembre 2007 (due giorni dopo) una lettera di minacce con croce uncinata e la firma “Cuori neri, curva Andrea Costa” giunge al presidente dell’Associazione Nazionale Partigiani di Bologna William Michelini. Nella lettera si fa diretto riferimento a Michelini e si legge “Morte ai luridi maiali rossi […] Attento, lurido maiale, attento”. Una lettera analoga giunge anche all’avvocato difensore di alcuni migranti che hanno avuto il coraggio di denunciare gli imprenditori che li sfruttavano in un cantiere edile. La firma fa riferimento alla curva Andrea Costa, quella dei tifosi del Bologna, dove è attivo un piccolo gruppo di ultras vicini a FN. Queste minacce di morte sono preoccupanti. Il 12 ottobre 2007 viene arrestato per detenzione di armi ed esplosivi il neofascista Cristian Lelli, denunciato insieme a un gruppo di estremisti di destra per avere fondato una associazione finalizzata all’incitamento dell’odio razziale. In casa sua si trova un vero e proprio arsenale: una pistola con la matricola abrasa perfettamente funzionante, due caricatori uno dei quali aveva già inserite 4 cartucce, 3 detonatori, una miccia a combustione lenta, bombe pirotecniche con all’interno polvere pirica, e 50 cartucce di vari calibri, 4 delle quali con ogiva conica. Il 7 dicembre 2007 il gruppo di 24 neofascisti viene rinviato a giudizio per violenze e pestaggi avvenuti dal 2003 al 2007. Nella richiesta della Procura sono coinvolti: Luca Bignami, Fabio Bolognini, Alessandro Carapezzi, Fabio Carlini, Stefano Colato, Luca Confalonieri, Vincenzo Gerardi, Vittorio Greco, Luigi Guerzoni, Cristian Lelli, Alessandro Limido, Vilson Lleshaj, Jessica Macchi, Matteo Minonzio, Angelo Papa, Tommaso e Michele Paternoster, Alessandro Petroni, Jhonatan Rondelli, Daniele Rossi, Luca Tagliaferri, Gaspare Triolo, Alessandro Vigliani e Renato Zacchini. Tutti, escluso Lleshaj, sono accusati di associazione per delinquere finalizzata alla discriminazione e all’odio o alla violenza per motivi razziali, etnici, nazionalistici e religiosi. Almeno Gerardi e Guerzoni sono militanti autorevoli di FN. Nel mentre, il 22 dicembre 2007 il corteo-fiaccolata di FN contro la moschea in giro per il Pilastro non si tiene grazie al presidio dell’Assemblea Antifascista Permanente. Ingente è lo spiegamento di forze dell’ordine e discreta la partecipazione al presidio antifascista di abitanti del quartiere. Forza Nuova resta invece confinata in un angolo remoto, piantando le fiaccole per terra e mangiando cornetti per commemorare una qualche antica vittoria contro gli Ottomani. Una quarantina di militanti neofascisti ascolta il breve comizio di Correggiari, palesemente scontento perché nessun residente del quartiere si è unito al loro raduno (come egli dichiara a “L’Unità”). Con un sèguito minimo, FN oggi si distingue a Bologna soltanto per il potenziale di intimidazione e violenza. I suoi militanti e simpatizzanti stazionano il sabato sera davanti a locali come il Transilvania di Via Zamboni molestando i venditori di rose o qualche studente con un look non adeguato ai loro gusti. Ma l’aggressione – a freddo e premeditata – del 15 novembre 2008 sembra segnare un salto di qualità, proprio mentre anonimi neofascisti bolognesi minacciano e danno alle fiamme alcuni esercizi commerciali di immigrati (22 ottobre 2008).

2) CASAPOUND ITALIA IL VOLTO ATTRAENTE DEI NUOVI FASCISTI[…]
Un altro orientamento fascista è ormai venuto alla luce. Quello che nelle parole dei suoi principali animatori si chiama fascismo
del terzo millennio.
Occorre andare per ordine, e tornare alla scorsa primavera, quando il Movimento Sociale – Fiamma Tricolore di Luca Romagnoli,
partito di coloro che nel 1995 rifiutarono la svolta di Fiuggi dell’allora leader MSI Gianfranco Fini, si trovava a dibattere
dell’insoddisfacente esito elettorale dell’alleanza con La Destra di Francesco Storace e Daniela Santanché: poco più del 2% di voti ,
nessun deputato eletto alla Camera.
La ricetta di Romagnoli e dei suoi fedeli si delinea in poche settimana: rottura con Storace, avvicinamento al PDL di Berlusconi e Fini. Ma un componente della segreteria nazionale è di diverso avviso. Trattasi di Gianluca Iannone. Chi è costui? Romano, trentacinque anni, sposato da cinque, padre di due figli. Alto 1.90, capelli rasati e barba lunga. Un tatuaggio sul lato sinistro del collo: «Me ne frego». Entra nel MSI a quattordici anni. Con lo pseudonimo di Sinevox, capeggia il gruppo nazirock degli ZetaZeroAlfa, uno dei più famosi, contraltare romano e fiammista dei forzanovisti Legittima Offesa dell’emiliano Luigi Guerzoni. Gestisce un pub, il “Cutty Sark”, e una annessa libreria, “Testa di ferro”, che vende i tomi del pantheon fascista. Ma soprattutto partecipa dal 2003 all’occupazione di CasaPound, un “centro sociale di estrema destra” organico alla Fiamma, o come piace a loro definirsi, “Occupazione Non Conforme”. Negli ultimi sei anni ONC sono spuntate numerose in tutte Italia. Sono occupazioni che abbinano una forte rivendicatività sociale a una esplicita xenofobia: opposizione al carovita, diritto alla casa… ma solo per gli Italiani. Di CasaPound Iannone diventa presto un punto di riferimento delle frange più giovanili, che nell’estate 2006 organizza nel Blocco Studentesco. I giovani fiammisti chiedono l’arresto dell’immigrazione, odiano tutte le droghe, accusano i libri di storia, di propaganda antifascista, chiedono l’aumento delle ore di educazione fisica. Ma abbracciano anche rivendicazioni “di sinistra”: non vogliono i fondi alle scuole private, reclamano energie rinnovabili. Il Blocco mostra subito notevole capacità di radicamento e riproduzione a Roma e in tutta Italia. Nella capitale vincono lo scorso febbraio le elezioni per la Consulta Provinciale Studentesca superando il 20% dei voti e, alleandosi nonostante le divergenze con gli aennini di Azione Studentesca e i forzanovisti di Lotta Studentesca, ne assumono il controllo. Intanto Iannone si dedica all’altra sua creatura: nel settembre 2007 nasce a CasaPound Radio Bandiera Nera, emittente online dichiaratamente fascista destinata a mettere rapidamente insieme una ventina di redazioni locali e qualcuna estera. Torniamo ai tempi recenti. Iannone, dicevamo, maldigerisce l’orientamento governista che prende piede nella dirigenza di FT. Il 9 Maggio fonda ufficialmente l’Associazione CasaPound Italia. Essa nasce già ramificata nel territorio, aggregando quasi ovunque la base militante del partito. «Una associazione -si legge nel comunicato che ne sancisce la nascita-che si propone di sviluppare in maniera organica un progetto ed una struttura politica nuova, che proietti nel futuro il patrimonio ideale ed umano che il Fascismo italiano ha costruito con immenso sacrificio.(…) Progetto e struttura che vogliamo vivi e presenti in strada ogni giorno al fianco e alla guida di un popolo disorientato». Una corrente, apparentemente. Sennonché una decina di giorni dopo Iannone e i suoi occupano la sede nazionale del partito, in polemica con Romagnoli, accusato di non convocare il congresso nazionale (per statuto biennale) e quindi di occupare abusivamente la poltrona di segretario dal dicembre 2006. La reazione è rabbiosa, il 24 maggio con un telegramma Sinevox è espulso dalla Fiamma. Tutta CPI solidarizza con il leader, in pochi giorni si consuma una vera e propria scissione tra base e quadri del Movimento Sociale, molte sezioni della Fiamma chiudono o diventano sezioni di CasaPound. Blocco Studentesco, fedele al fondatore, esce tutto intero dal partito e da allora fa riferimento a CPI, non smettendo di crescere e progettando l’espansione all’Università, concretizzatasi il 1 Ottobre in un volantinaggio realizzato in contemporanea al di fuori delle facoltà di diversi atenei italiani. La piattaforma declina il no all’ingresso dei privati nelle università, lo snellimento burocratico, migliori servizi e più potere agli studenti. Ciò che più preoccupa nella nascita e nello sviluppo di questa formazione è l’impronta fortemente sociale, il mirare alla “pancia” delle persone. Già due giorni dopo la fuoriuscita dal MsFT, contro il carovita incappucciano i parchimetri in sacchetti di plastica accusando le amministrazioni di razziare le tasche degli onesti cittadini, il 15 settembre mettono in scena un’altra azione simbolica a difesa dei lavoratori Alitalia. Sempre con il medesimo modus operandi: la stessa iniziativa riprodotta contemporaneamente in tutta Italia e rivendicata sui media nazionali e locali, che non si fanno mai problemi a pubblicizzarla. E poi nuove occupazioni, alcune riuscite (Latina) altre subito sgomberate (Ghedi, vicino a Brescia). Pianificazione meticolosa, presenza capillare sul territorio, movimentismo, richiamo a tematiche sociali spesso tradizionalmente appannaggio delle sinistre, xenofobia, uso dei media e di internet per niente dissimile a quello di collettivi e centri sociali di opposto orientamento, parziale occultamento dell’identità fascista (spesso i militanti di CPI non hanno affatto un look nazi, nel loro simbolo non ci sono fiamme, celtiche o svastiche ma una tartaruga, ecc).Un mix che rischia di rivelarsi efficace, sicuramente molto più al passo coi tempi dei veterofascismi a cui eravamo abituati. Un pericolo nuovo, ancora poco conosciuto, da non perdere di vista
A BOLOGNA
Nel maggio 2008 CasaPound sbarca anche a Bologna. La prima iniziativa è quella di incappucciare con sacchi neri parchimetri e segnali di sosta a pagamento, alludendo all’incappucciamento di una simbolica esecuzione: «un’azione – dicono – contro uno dei tanti simboli dell’usura legalizzata». E sul sito di vivamafarka promettono «panico». Il progetto “futurista” di CasaPound è quello di unire violenza concreta e violenza artistica, squadrismo reale e simbolico. Come Blocco Studentesco, fanno campagna nelle scuole. Promuovono Radio Bandiera Nera. Vogliono passare per fascisti creativi, patriottici e socialmente impegnati. In questo, dà loro una mano Lorenzo “Q” Griffi che, per pubblicizzare il Gay Pride del 2008, inventa la figurina di Italo, omosessuale fascista che frequenta CasaPound. Si dichiarano antimperialisti, anticlericali, fascisti e fieri di esserlo. I capofila di CasaPound Bologna, Claudio Ghinelli, Carlo Marconcini e Alessandro Vigliani (già rinviato a giudizio con picchiatori di FN, vedi Forza nuova a Bologna), hanno dichiarato di mirare all’occupazione di case e centri sociali, e la loro attività è volta pertanto ad aggregare un’area “movimentista” soprattutto tra i più giovani. Comunque, per loro i militanti di FN restano «amici con percorsi diversi». Pur in pochi, cercano di fare azioni spettacolari. Nel pomeriggio dell’8 agosto 2008, in una Bologna vuota e assolata, tre militanti di CasaPound, con simboli e bandiere bene in vista, affiggono in centro alcuni manifesti e salgono sulla torre Asinelli per issarvi la bandiera del Tibet. Ai primi di settembre riempiono di bottiglie di plastica la fontana di Piazza dei Martiri, in solidarietà con i lavoratori di Alitalia. Ovviamente, queste “notizie” trovano ampia risonanza sui media di regime. Sempre in cerca di pubblicità, Alessandro Vigliani – persona manesca, indagata per vari pestaggi e per associazione per delinquere finalizzata alla violenza per motivi razziali – giunge a polemizzare contro la mappatura sul web dei luoghi di Bologna più frequentati da neofascisti, e quindi potenzialmente pericolosi. Stampa e Questura si allineano: “Carlino” e “Repubblica” intervistano Vigliani (senza ricordare i suoi precedenti), la Questura apre un fascicolo. CasaPound è inoltre presente con Blocco Studentesco nelle scuole superiori, in alcuni licei ha presentato liste alle elezioni degli organi di istituto. Il primo ottobre 2008 ha mosso il primo piede in Università volantinando alla facoltà di Ingegneria. Certo è che, anche a Bologna, CasaPound punta su un fascismo non solo squadrista, ma “sociale” e “culturale”: organizza cene futuriste e dibattiti, collabora con l’Associazione Edera (il salotto còlto del neofascismo bolognese, vedi scheda), ma insieme coltiva rapporti operativi con FN (di recente hanno attacchinato insieme i manifesti contro Beppe Grillo).

3) L’ASSOCIAZIONE EDERA

I neofascismi sono vari: vi sono gli squadristi sottoproletari con celtiche e coltelli e i dirigenti in doppio petto, i razzisti ignoranti e i cenacoli intellettuali “tradizionalisti”. A quest’ultima categoria può ascriversi l’Associazione Culturale Edera, un «sodalizio di destra» attivo a Bologna nell’organizzare dibattiti e presentazioni di libri con finalità di «promozione e diffusione dei valori spirituali e delle idee proprie della tradizione culturale europea declinata in ambito italico», cioè «la concezione che abbiamo del nostro popolo (stirpe)». Così, nonostante la falsa patina rivoluzionaria e spiritualista, per sostenere i valori della «stirpe» sul loro sito chiedono prosaicamente di versare il 5 per mille a favore dell’Istituto storico della RSI (Repubblica Sociale Italiana). http://www.associazioneedera.org/home.htm Celebrando i valori dell’appartenenza etnica alla «stirpe italica » in senso anticapitalista, antimperialista e antiamericano, i discorsi che si leggono sul loro sito possono anche avere una vaga aria progressista, ma nascondono l’odio per chi è straniero e “diverso”, mascherato da amore per la «propria» terra e per la «propria» città. Propagandando i valori dell’«autodifesa etnica totale» in senso «nazionalpopolare», questi discorsi mirano evidentemente a manipolare un pubblico acritico o inesperto, per orientarlo con astruse teorie pseudo-intellettuali verso una cultura di chiaro stampo razzista. Prova ne sia il fatto che il 21 aprile 2007 una conferenza organizzata dall’Associazione Culturale Edera su “Biotecnologie, Etnicità, Eugenismo, Genetica delle popolazioni” è stata pubblicizzata capillarmente nelle facoltà umanistiche dell’Università di Bologna, ma quasi per nulla nelle facoltà scientifiche, scegliendo quindi di NON coinvolgere chi poteva avere un minimo di competenze e smascherare i filosofemi neorazzisti e neofascisti. Né sorprende che, anziché uno straccio di dibattito, a parlare di biotecnologie sia stato un piccolo guru dell’estrema destra, tal Stefano Vaj, secondo cui, grazie «alle potenzialità della tecnica moderna» (cioè le biotecnologie), l’eugenetica è «un passo obbligato di qualsiasi possibile sogno di libertà e di potenza». D’altra parte, cosa aspettarsi da uno che, per attirar gente, ha millantato sul volantino pubblicitario il falso titolo di «docente presso l’Università di Padova» con sullo sfondo la doppia elica del DNA? Va detto che lo stile specifico dell’Associazione Edera consiste proprio nel mimetismo politico e nella dissimulazione verbale: contenuti ultranazionalisti, razzisti e neofascisti espressi con buona educazione e con forbiti giri di parole; dialoghi tra intellettuali “di sinistra” e di destra (ad esempio il dibattito tra Stefano Bonaga e Massimo Fini organizzato dall’Associazione Edera nel 2006); una patina di signorilità, di bolognesità e di amor patrio. Tuttavia, basta assistere a una delle loro conferenze per accorgersi della strana accozzaglia di pubblico che segue tali iniziative: sia picchiatori e naziskin, sia nostalgici del Ventennio, sia professionisti di centrodestra. Né è forse un caso che il presidente e il vicepresidente dell’Associazione Edera siano un postfascista e un leghista: Michele Franceschelli (consigliere del PDL al Quartiere San Vitale) e Francesco Bevilacqua (consigliere della Lega Nord al Quartiere Navile). È un’associazione trasversale, un luogo di incontro delle diverse “anime” della destra bolognese. E spesso le iniziative non sono pubbliche, ma a invito. Quanto alla dissimulazione verbale, si potrebbero portare molti esempi. Ma può bastare un caso eloquente: l’Associazione Edera, pur raccogliendo soldi per l’Istituto storico della RSI, non ama la parola fascismo o squadrismo, e tantomeno aggressioni fasciste. In Italia, difatti, pare non vi siano più né fascisti né aggressioni fasciste; si tratta solo di un complotto di «certi uffici di polizia politica»: «Questo linguaggio con parole come nazi-maoista, forza-nuovista, squadrismo e ultra-nazionalismo, ormai appartiene solo a certi uffici di polizia politica, che alimentano una propaganda ben studiata al solo scopo di far rivivere certe ideologie che, in realtà, il tempo e la società hanno trasformato e si sono radicate in maniera differente tra le persone. Per dirla a parole semplici, solo certi personaggi dei servizi ancora parlano del fascismo e delle frange squadriste, ormai sembrano quasi ossessionati da certe immagini che ancora fanno rivivere la paura del vecchio totalitarismo». http://italia.etleboro.com/?read=9383 Analogamente, su un foglio della medesima area diffuso regolarmente all’Università, “Opposta Direzione”, maggio 2008, un articolo intitolato Sul bullo anti-fascista di Matteo Pistilli insiste sul fatto che le aggressioni fasciste sarebbero un «tormentone» inventato dai media: «Nel periodo successivo allo svlgimento delle elezioni politiche di aprile, oltre alla solita cronaca sul tema della “sicurezza”, è tornato alla ribalta un altro classico tormentone, quello sul pericolo delle aggressioni “nazifasciste” è un classico carattere dell’informazione moderna andare a cercare le novità (sempre le stesse) e quindi, per battere il ferro quando è ancora caldo, fissare per periodi più o meno lunghi un tipo di notizia». Dietro il velo delle parole, le idee portate avanti da questi neofascisti – mascherati da rispettabili cittadini – non sono che una versione aggiornata e travestita delle idee del fascismo storico. Alla lobby giudaico-pluto-massonica, cara alla propaganda nazista, subentra oggi la lobby mondialista. Al razzismo si sostituisce il “no all’immigrazione” e il “no al multiculturalismo”. L’anticapitalismo dei neofascisti nasconde una visione profondamente regressiva e conservatrice, che vorrebbe il “ritorno” a un’era gerarchica e premoderna. Analogamente, la contrapposizione all’attuale potere statale è considerata necessaria solo al formarsi di una nuova élite, e non a una trasformazione in senso democratico e libertario. Anche il loro antimperialismo non è difesa della libertà, ma politica di potenza, rivendicazione geopolitica della Nazione. Due sono i modi per contrastare l’azione di questo «sodalizio di destra»: – quando vedi un volantino dell’Associazione Edera o di Opposta Direzione, esercita la tua libertà e staccalo dal muro; – poiché la loro azione si basa sul travestimento, fai sapere chi sono.

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