Servizi. Piano internazionale che puntava a rovesciare il regime in Iran.

IL GOVERNO italiano può dichiarare una “guerra segreta” in violazione della Costituzione (art. 11: “L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali”)? A quanto pare, sì.
Nel dicembre del 2001, il governo italiano e l’allora ministro della Difesa, Antonio Martino, autorizzano l’intelligence militare (il Sismi di Nicolò Pollari) a pianificare, con funzionari della Difesa del governo americano, “azioni distruttive” utili a “un cambio di regime” in Iran. Lo documenta il Select Committee on Intelligence, la commissione bilaterale di controllo del Parlamento sulle attività dei Servizi Usa.

Anche dalle nostre parti, vive un comitato analogo, con gli stessi oneri. Nella nuova formula prevista dalla recente riforma (3 agosto 2007), si chiama “Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica” (lo presiede Francesco Rutelli). L’art. 30 ne definisce le responsabilità: “Il Comitato verifica, in modo sistematico e continuativo, che l’attività del Sistema di informazione per la sicurezza si svolga nel rispetto della Costituzione, delle leggi, nell’esclusivo interesse e per la difesa della Repubblica e delle sue istituzioni”.

Ora, dopo aver letto le 52 pagine del Parlamento americano, ci si sarebbe aspettati un fiato, una parola, una pubblica dichiarazione. Con sprezzo del pericolo, addirittura un’interrogazione parlamentare o per lo meno – non fosse altro per dovere istituzionale (“verifica in modo sistematico”) – l’annuncio della convocazione del neonato “Comitato per la sicurezza della Repubblica”. Invece niente, il silenzio. Un silenzio rumorosissimo che lascia dietro di sé il dubbio che qualcosa non funziona nell’impianto di checks and balances della Repubblica.[.]

Intanto la procura di Roma ha aperto un fascicolo sul coinvolgimento del servizio segreto militare, guidato dal generale Nicolo’ Pollari “in azioni distruttive” utili ”a un cambio di regime” in Iran.[.]

E’ ancora vivo il ricordo della brutta storia del rapimento dell’imam Abu Omar[.] per il quale Pollari chiese e ottenne il “segreto di stato” sia da Berlusconi che da Prodi e oggi che hanno messo Rutelli, come presidente del comitato parlamentare per la sicurezza della repubblica ci possiamo aspettare come andrà a finire.

Niente di nuovo sotto questo cielo, la cortina di misteri che avvolge da sempre i servizi, a prescindere dal governo in carica, ci rivela una cosa nota: l’azione scientifica,  del depistaggio, messa in atto dai servizi segreti – soprattutto militari (il SID prima, il SISMI poi) – che è presente in tutte le stragi, da piazza Fontana a Peteano, da Brescia all’Italicus, fino al massacro alla stazione di Bologna. Con il resoconto stenografico delle audizioni della commissione stragi è possibile avere un quadro di riferimento più pertinente di quanto di gravissimo è stato messo in atto nel nostro paese da coloro che sarebbero dovuti essere fedeli servitori dello Stato.[.]

E quanto di gravissimo continua ancora a succedere, senza che ci sia alcuno che si ribelli, si continua a calpestare la Costituzione su più fronti e di fatto si toglie il diritto alla giustizia e la cittadinanza democratica, a quanto pare sono temi che non riscuotono il successo della guerra all’immigrato o alle prostitute, si continua a vivere in una democrazia virtuale, in apparenza siamo in Europa in pratica siamo in Sudamerica.

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