C-Star: quando i fascisti a caccia di migranti si incagliano in Africa — O capitano! Mio capitano!…

La C-Star è una nave presa in affitto da un’organizzazione di neonazisti che si fa chiamare “The Identitarians” che ha base principalmente in Germania e in Francia e, da poco in Italia, con nome “Generazione Identitaria”. Viene da loro ideato un progetto, tramite il quale raccolgono 75 mila euro in donazioni: “Defend Europe” la creazione […]

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The “Establishment”, the “Élites”, and the “People”

Who’s who?
Ruth Wodak 
Lancaster University/University Vienna
In this paper, I discuss the attempt by all right-wing populist parties to create,on the one hand, the ‘real’ and ‘true’ people; and on the other, the ‘élites’ or the ‘establishment’ who are excluded from the true demos. Such divisions, as will beelaborated in detail, have emerged in many societies over centuries and decades.A brief example of the arbitrary construction of opposing groups illustrates the intricacies of such populist reasoning. Furthermore, I pose the question whysuch divisions resonate so well in many countries? I argue that – apart from a politics of fear  (Wodak 2015) – much resentment  is evoked which could be viewed as both accompanying as well as a reaction to the disenchantment withpolitics and the growing inequalities in globalized capitalist societies.

Territorial and Non-territorial: the Mobile Borders of Migration Controls

This chapter examines the territorial and non-territorial borders of international migration controls. Migration controls are about people crossing or trying to cross territorial state borders, as well as about the immaterial, non-territorial borders embodied by such people. Differences in the personal conditions and legal statuses of individuals determine who should be allowed or forced to cross territorial borders, and upon what conditions. Territorial borders are mobile because the innumerable points constituting them are cloned, multiplied and spatially distributed both inside and…download PDF

Rompiamo il silenzio sull’Africa

Non vi chiedo atti eroici, ma solo di tentare di far passare ogni giorno qualche notizia per aiutare il popolo italiano a capire i drammi che tanti popoli stanno vivendo. Alex Zanotelli scrive ai giornalisti perché abbiano il coraggio di rompere l’omertà del silenzio mediatico che grava soprattutto sull’Africa. È inaccettabile il silenzio sulla vendita italiana di armi pesanti e leggere che incrementano guerre sempre più feroci da cui sono costretti a fuggire milioni di profughi. Non conoscendo tutto questo, il popolo italiano non può capire perché così tanta gente stia fuggendo dalla sua terra rischiando la vita per arrivare da noi. Nessuno li fermerà. Non è una questione emergenziale, ma strutturale al sistema economico-finanziario. L’ONU si aspetta già entro il 2050 cinquanta milioni di profughi climatici solo dall’Africa. I nostri politici gridano: «Aiutiamoli a casa loro», dopo che per secoli li abbiamo saccheggiati e continuiamo a farlo con una politica economica che va a beneficio delle nostre banche e delle nostre imprese, dall’ENI a Finmeccanica
 

di Alex Zanotelli

Scusatemi se mi rivolgo a voi in questa torrida estate, ma è la crescente sofferenza dei più poveri ed emarginati che mi spinge a farlo. Per questo come missionario uso la penna (anch’io appartengo alla vostra categoria) per far sentire il loro grido, un grido che trova sempre meno spazio nei mass-media italiani. Trovo infatti la maggior parte dei nostri media, sia cartacei che televisivi, così provinciali, così superficiali, così ben integrati nel mercato globale. So che i mass-media , purtroppo, sono nelle mani dei potenti gruppi economico-finanziari, per cui ognuno di voi ha ben poche possibilità di scrivere quello che vorrebbe. Non vi chiedo atti eroici, ma solo di tentare di far passare ogni giorno qualche notizia per aiutare il popolo italiano a capire i drammi che tanti popoli stanno vivendo. Mi appello a voi giornalisti/e perché abbiate il coraggio di rompere l’omertà del silenzio mediatico che grava soprattutto sull’Africa. (Sono poche purtroppo le eccezioni in questo campo!). È inaccettabile per me il silenzio sulla drammatica situazione nel Sud Sudan (il più giovane stato dell’Africa) ingarbugliato in una paurosa guerra civile che ha già causato almeno trecentomila morti e milioni di persone in fuga.

È inaccettabile il silenzio sul Sudan, retto da un regime dittatoriale in guerra contro il popolo sui monti del Kordofan, i Nuba, il popolo martire dell’Africa e contro le etnie del Darfur. È inaccettabile il silenzio sulla Somalia in guerra civile da oltre trent’anni con milioni di rifugiati interni ed esterni. È inaccettabile il silenzio sull’Eritrea, retta da uno dei regimi più oppressivi al mondo, con centinaia di migliaia di giovani in fuga verso l’Europa.

È inaccettabile il silenzio sul Centrafrica che continua ad essere dilaniato da una guerra civile che non sembra finire mai. È inaccettabile il silenzio sulla grave situazione della zona saheliana dal Ciad al Mali dove i potenti gruppi jihadisti potrebbero costituirsi in un nuovo Califfato dell’Africa nera. È inaccettabile il silenzio sulla situazione caotica in Libia dov’è in atto uno scontro di tutti contro tutti, causato da quella nostra maledetta guerra contro Gheddafi.

È inaccettabile il silenzio su quanto avviene nel cuore dell’Africa , soprattutto in Congo, da dove arrivano i nostri minerali più preziosi. È inaccettabile il silenzio su trenta milioni di persone a rischio fame in Etiopia, Somalia , Sud Sudan, nord del Kenya e attorno al Lago Ciad, la peggior crisi alimentare degli ultimi 50 anni secondo l’ONU.
È inaccettabile il silenzio sui cambiamenti climatici in Africa che rischia a fine secolo di avere tre quarti del suo territorio non abitabile.

È inaccettabile il silenzio sulla vendita italiana di armi pesanti e leggere a questi paesi che non fanno che incrementare guerre sempre più feroci da cui sono costretti a fuggire milioni di profughi. (Lo scorso anno l’Italia ha esportato armi per un valore di 14 miliardi di euro!). Non conoscendo tutto questo è chiaro che il popolo italiano non può capire perché così tanta gente stia fuggendo dalle loro terre rischiando la propria vita per arrivare da noi.

Questo crea la paranoia dell’“invasione”, furbescamente alimentata anche da partiti xenofobi. Questo forza i governi europei a tentare di bloccare i migranti provenienti dal continente nero con l’Africa Compact, contratti fatti con i governi africani per bloccare i migranti. Ma i disperati della storia nessuno li fermerà.

Questa non è una questione emergenziale, ma strutturale al sistema economico-finanziario. L’ONU si aspetta già entro il 2050 circa cinquanta milioni di profughi climatici solo dall’Africa. Ed ora i nostri politici gridano: «Aiutiamoli a casa loro», dopo che per secoli li abbiamo saccheggiati e continuiamo a farlo con una politica economica che va a beneficio delle nostre banche e delle nostre imprese, dall’ENI a Finmeccanica.

E così ci troviamo con un Mare Nostrum che è diventato Cimiterium Nostrum dove sono naufragati decine di migliaia di profughi e con loro sta naufragando anche l’Europa come patria dei diritti. Davanti a tutto questo non possiamo rimane in silenzio. (I nostri nipoti non diranno forse quello che noi oggi diciamo dei nazisti?).

Per questo vi prego di rompere questo silenzio-stampa sull’Africa, forzando i vostri media a parlarne. Per realizzare questo, non sarebbe possibile una lettera firmata da migliaia di voi da inviare alla Commissione di Sorveglianza della RAI e alla grandi testate nazionali? E se fosse proprio la Federazione Nazionale Stampa Italiana (FNSI) a fare questo gesto? Non potrebbe essere questo un’Africa Compact giornalistico, molto più utile al Continente che non i vari Trattati firmati dai governi per bloccare i migranti? Non possiamo rimanere in silenzio davanti a un’altra Shoah che si sta svolgendo sotto i nostri occhi. Diamoci tutti/e da fare perché si rompa questo maledetto silenzio sull’Africa.

fonte:http://comune-info.net/2017/07/rompiamo-silenzio-sullafrica/

Terremoto M6.7 e tsunami nel Mar Egeo la notte del 21 luglio 2017 — INGVterremoti

Un terremoto di magnitudo 6.7 è stato registrato questa notte, alle ore 00.31 italiane, nel Mar Egeo, al confine tra Grecia e Turchia. Le zone più vicine all’epicentro sono l’isola di Kos in Grecia e Bodrum, in Turchia. L’evento sismico ha prodotto dei danni nelle aree più prossime all’epicentro. Un terremoto di questa magnitudo che avviene […]

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Saudi woman arrested for miniskirt

Dear Kitty. Some blog

This video says about itself:

Saudi Arabian Woman Arrested For Wearing Mini Skirt In Public

18 July 2017

A woman in Saudi Arabia has been arrested for a video that was widely shared online which showed her strolling along an empty street wearing a skirt and crop top, Saudi state TV channel Ekhbariya reported on Tuesday.

The clip had incensed some social media users in the conservative Muslim kingdom who vented their anger using the hashtag “Model Khulood must be tried” — a reference to what they said was the woman’s Snapchat name.

The video of the woman was uploaded to Snapchat over the weekend. It was rapidly shared across the internet by people who supported her display and – perhaps more interesting – by those who opposed it, resulting in an official investigation.

In the short clip, filmed mostly from behind, the woman is shown walking through the…

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A Call For Social

Photographer Amira Issmail is the Edge of Humanity Magazine contributor of this social documentary photography. To see Amira’s body of work click on any image. These photographs were taken during 1000 Gestalten a street art performance protesting the G20 Summit. For more information on the protest click HERE. […]

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10 Things You Never Knew About Orwell’s 1984

George Orwell’s novel 1984 was incredibly popular at the time it was published, and it remains incredibly popular to this day. With multiple stars citing the book as one of their favorites – including Stephen King, David Bowie, Mel Gibson, and Kit Harrington – 1984 has been growing in popularity in recent years. The book reappeared on best-seller lists in early 2017, as some argued Orwell’s dystopian vision had finally arrived.

Below are 10 facts you might not know about Orwell’s dark novel.

1. Before he wrote 1984, Orwell worked for the British government during World War II as a propagandist at the BBC. (Perhaps seeing the propaganda industry up close led to his critical portrait in 1984.)

2. Orwell initially named the novel 1980, and then 1982 before settling on 1984. Since it was written in 1948, some think that Orwell devised the title by inverting the year the book was written. Additionally, he thought about naming the novel The Last Man in Europe.

3. While writing the novel, Orwell fought tuberculosis. The disease ultimately consumed him and he died seven months after 1984 was published, with tuberculosis as the sole cause of death.

4. In addition to fighting tuberculosis, Orwell almost died while writing the novel. On a recreational boating trip with his children, he went overboard. Fortunately, neither this episode nor the tuberculosis prevented him from finishing his novel.

5. On an ironic note, Orwell himself was under government surveillance while writing his novel warning about government surveillance. The British government was watching Orwell because they believed he held socialist opinions. This surveillance started after he published The Road to Wigan Pier, a true story about poverty and the lower class in England.

6. The slogan “2 + 2 = 5” originated from Russia, where the Communist regime used it as a motto of sorts in an effort to help them accomplish the goals of their five-year plan in only four years. Though the slogan is still used to point out the ills of totalitarian brainwashing today, it was not coined by Orwell.

7. In addition to borrowing a piece of Russian propaganda, Orwell also borrowed some Japanese propaganda for his novel. The “Thought Police” are based on the Japanese wartime secret police who literally arrested Japanese citizens for having “unpatriotic thoughts.” Their official name was the Kempeitai, and they officially named their pursuit the “Thought War.”

8. When Orwell worked as a propagandist for the BBC, there was a conference room there numbered 101. This room was the room of which he based the location for some of his more horrifying scenes, making the scenes themselves all the more horrifying.

9. According to Orwell’s friends and families, his second wife Sonia Brownell was the model off of which he based the love interest (Julia) of the book’s main character, Winston Smith.

10. Though his book may be popular, Orwell’s novel also makes the list of the world’s top ten most frequently banned books. Some ban it for what they claim are pro-communist points of view, and others have banned it because it is anti-communist. Regardless, it is ironic that a book warning against totalitarianism is often an item for censorship.

Reprinted from Intellectual Takeout.


Anna Mathews

This article was originally published on FEE.org. Read the original article.

herbert marcuse about mother nature — / EXPERIENCE OF THINKING / EXPÉRIENCE DE PENSÉE / ESPERIENZA DI PENSIERO /

‘I take a walk in the country. Everybody is as it should be: Nature at its best. Birds, sun, soft grass, a view through the trees of the mountains, nobody around, no radio, no smell of gasoline. Then the path turns and ends on the highway. I am back among the billboards, service stations, […]

via herbert marcuse about mother nature — / EXPERIENCE OF THINKING / EXPÉRIENCE DE PENSÉE / ESPERIENZA DI PENSIERO /

Vorrei — La poesia e lo spirito

Il mondo che vorrei sarebbe come il nostro, salvo alcuni, piccoli dettagli. Vorrei che la mattina ci si alzasse col desiderio di renderlo migliore. Vorrei che molti di più credessero alla voce che parla nell’intimo di ognuno: che si facesse più silenzio, per ascoltarla meglio, che provassimo a smorzare le fonti di rumore, gli strumenti […]

via Vorrei — La poesia e lo spirito