Bologna la città delle ronde: una per ogni partito
Per ora sono soltanto “figlie” di sei diverse iniziative. Ma potrebbero anche aumentare. Sono le ronde che dovrebbero garantire, soprattutto durante la notte, la sicurezza nella città di Bologna. Ovviamente non hanno alcun riconoscimento giuridico ufficiale. Però dopo che, in seguito al ritiro dell’appoggio dell’Udc, è saltata la delibera comunale per dotare i vigili urbani di spray urticanti e manganelli, c’è stato un far ricorso a questo genere di protezione praticamente da parte di quasi tutti i partiti.
E così dopo i pensionati “di ronda” contro il degrado e la microcriminalità a Borgo Panigale, sono scesi in campo professionisti quali si ritengono i “City Angels”, i baschi blu cui hanno fatto ricorso i leghisti perché, come insinuano i loro alleati di An, hanno scoperto che le loro guardie padane sono un flop. Ma già prima delle elezioni, era stato il Pd a mobilitare pensionati iscritti al partito che andavano in giro con pettorina e telefonino chiama polizia. Armati di macchina fotografica e block notes sono, invece, le ronde messe all’opera da An che si aggiungono alle “pattuglie finiane”. Dulcis in fundo almeno per ora, l’idea del magistrato-assessore alla sicurezza, Libero Mancuso, il quale ha annunciato un accordo con l’Università felsinea per fare scendere in pista, a salvaguardia della sicurezza, studenti universitari. Questo però dopo la prossima estate. (I.D.G.)
CASINI PROTESTA: “SIAMO ALLA FOLLIA”
Il presidente dell’Udc, Pierferdinando Casini, sbotta e incavolato esclama: “siamo alla follia” e si chiede “sono diventati tutti matti?”
Questo scatto dell’ex presidente della Camera avviene nel momento in cui, aperto il Corriere della Sera, legge in prima pagina del giornale, accanto al titolo di copertura, questo titolo “A Bologna sei ronde: una per ogni partito”.Sono le ronde, formate da privati cittadini che autonomamente, senza alcuna autorizzazione, si sono assunto il compito di mantenere nella città “ l’ordine e la disciplina” e cioè di vagliare i comportamenti dei passanti e quindi di redarguirli qualora, a loro avviso, trasgrediscono anche qualche norma codificata nella loro immaginazione.
Questi sorveglianti, hanno pensato bene di fornirsi di strumenti dissuasivi hanno rispolverato quei manganelli che tanto erano in voga negli anni ‘20 e che nel ‘22 furono festosamente mostrati all’accogliente sovrano Vittorio Emanuele III.
Ma questo è niente. Infatti, i sei tipi di ronde sono state messe in piedi e organizzate dai partiti bolognesi desiderosi tutti di dimostrare la loro accorata attenzione verso i cittadini e, quindi, per darsi l’indispensabile visibilità hanno fornito ai loro “rondaroli” precisi contrassegni: giacche di vari colori, baschi e quant’altro per renderli distinguibili anche tra loro, cioè affinché qualche rondarolo non prenda per pericoloso vagabondo un collega.fonte agenparl
John whine-cofferati l’integerrimo sceriffo ha trasformato la città da culla della cultura e dell’accoglienza in un remake di un vecchio film americano: ricordate la città, che se soltanto ti provavi a passare di lì e venivi fermato, da una pattuglia dello sceriffo padrone, entravi dentro un terribile incubo…
———————————–
Postato in: Senza Categoria | Contrassegnato da tag: bologna, cofferati, interni, ronde





